Defilippi e Obert: un faccia a faccia da brivido rivela l’odio dei due ex amanti che rischiano l’ergastolo

14/04/2016

Usura, consumo e spaccio di droga e, cosa ancora più grave, spunta la pista della pedofilia. E per quest’ultimo reato che Roberto Obert potrebbe ricevere un altro avviso di garanzia. Il confronto o “faccia a faccia” come molti lo definiscono, tra il ventiduenne Gabriele Defilippi e il maturo ex amico e amante Roberto Obert, 54 anni di Forno Canavese, avvenuto ieri in proccura a Ivrea, è iniziato male ed è finito anche peggio. L’omicidio della professoressa castellamontese Gloria Rosboch, sta diventando soltanto un capitolo di un libro ancora più ricco e insieme orribile. Perversioni e reati s’intrecciano mostruosamente. I due uomini, indagati per omicidio in concorso e occultamento di cadavere (Gabriele anche per truffa dei 187 mila euro ai danni di Gloria Rosboch), si sono ritrovati uno di fronte all’altro, dopo oltre un mese e mezzo di detenzione. Nulla in confronto al probabile ergastolo che attende entrambi i protagonisti di questa turpe vicenda, che ha sconvolto la tranquillità di questa fetta di provincia torinese denominata Canavese.

DEFILIPPI E OBERT SCAGIONANO LA MADRE DI GABRIELE

Su una sola cosa Obert e Defilippi si sono trovati d’accordo: Caterina Abbatista, la madre di Gabriele, 49 anni, anch’ella in carcere a Torino con l’accusa di concorso in omicidio, stando a quanto avrebbero dichiarato, non c’entrerebbe nulla con l’omicidio. La donna ha sempre sostenuto, durante gl’interrogatori, che quel tragico e nefando 13 gennaio alle 15,30, quando Gloria Rosboch fu strangolata con un cavo stendibiancheria, compatibile con i rilievi emersi dall’esame autoptico, si trovava al lavoro all’ospedale di Ivrea dove prestava servizio come Operatrice sanitaria.

L’esame dei tabulati telefonici, invece, a giudizio dei magistrati inquirenti, dimostrerebbe che il telefono cellulare della donna è stato agganciato da una cella telefonica nel cuore del Canavese, non molto lontano dal luogo dell’omicidio. Che ruolo ha realmente avuto Caterina Abbatista, in questa incredibile vicenda di cronaca nera?

MILLE DOMANDE ANCORA SENZA UNA RISPOSTA

Davvero Roberto Obert, che già conosceva Caterina Abbatista, ha violentato Gabriele quando aveva 16 anni e quindi era ancora minorenne? E’ vero, come sostiene Gabriele, che Obert gli avrebbe mostrato immagini fotografiche di minori? E che uno di questi sarebbe residente in Canavese? E’ vero che i soldi di Gloria sono finiti nella mani di un terzo uomo che avrebbe a che fare con un pericoloso “giro” di usura? Che fine ha fatto la pistola che Gabriele ha consegnato a Roberto Obert? E per quale ragione non si è ancora trovata nonostante sia siano compiute accurate ricerche nei boschi di Barbania dove Obert ha sempre sostenuto di averla sotterrata? A cosa sono servite le banconote false, poi bruciate da Obert? A far credere a Gloria Rosboch che Gabriele le stava restituendo i soldi per attirarla in quella trappola mortale? Gabriele è l’unico, inarrestabile manipolatore, in questo macabra e raggelante vicenda? Qual è stato il vero ruolo di Efisia Rossignoli, la cameriera di 45 anni, residente a San Giorgio Canavese, che si è sempre detta invaghita di Gabriele e che avrebbe telefonato a Gloria spacciandosi per la direttrice di una banca allo scopo di rassicurarla sul destino dei 187mila euro? E la fidanzatina di origini marocchine Sofia Sabhou?

 L’ODIO DEI EX AMICI-AMANTI

Ieri, nel corso delle oltre 7 ore di confronto che è stato videoregistrato, i due ex amanti non solo si sono accusati a vicenda per l’omicidio, ma si sono affrontati duramente, con odio e che se non ci fosse stat per la presenza della guardia penitenziaria per evitare che si toccassero, si sarebbero scagliati l’uno contro l’altro.

Se il vero autore dell’omicidio non sarà identificato, Defilippi e Obert rischiano, durante il processo di primo grado, la condanna all’ergastolo. Inquirenti e investigatori stanno verificando i nuovi elementi emersi durante il “faccia a faccia”: la droga, l’usura, la pedofilia, tutti i nomi che sono stati fatti, le agenzie turistiche alle quali Roberto Obert si sarebbe rivolto (stando alle accuse mosse da Defilippi), per i suoi viaggi in Estremo Oriente alla ricerca, forse, di emozioni “particolari”.

Le indagini proseguono, imboccano nuove strade e presto, con ogni probabilità, emergeranno nuovi, inediti e sconvolgenti particolari. L’omicidio della povera Gloria Rosboch, forse è l’ultimo anello di una lunga catena di nefandezze inenarrabili. Le prossime settimane, forse, saranno quelli decisive.

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