Siccità in Piemonte e Canavese: una crisi idrica mai vista negli ultimi 70 anni. Servono 250 interventi

03/07/2022

Nella lettera inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi e al capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio per richiedere il riconoscimento dello stato di emergenza per la siccità, il presidente Alberto Cirio rileva che “il Piemonte si trova ad affrontare una crisi idrica mai vista prima che certamente affonda le sue radici nei processi dei cambiamenti climatici” e fa presente che “dopo l’esperienza dell’evento alluvionale del 2-3 ottobre 2020, di breve durata e notevole intensità, e la breve parentesi dell’alluvione del 3-4 ottobre 2021, che peraltro ha interessato solo il territorio dell’Ovadese in provincia di Alessandria, il Piemonte non ha più beneficiato di un apporto pluviometrico adeguato all’uso potabile e irriguo, se confrontato con i dati statistici storici, sui quali ci si è basati finora per il calcolo degli acquedotti e delle infrastrutture irrigue”.

GLI INTERVENTI NECESSARI

Da una ricognizione con le Autorità d’ambito e una precisa mappatura emerge che gli interventi necessari per la rete idropotabile per fronteggiare le criticità sono più di 250.
I fondi richiesti ammontano a 800.000 euro per i costi già sostenuti per le autobotti, circa 8 milioni per interventi di somma urgenza realizzabili nel breve periodo (che riguardano le interconnessioni di rete, la sostituzione o il potenziamento di pompe, opere di progettazione per il potenziamento di sorgenti o di sostituzione della rete idrica, il ripristino di pozzi già esistenti e abbandonati, ovvero opere che servono per evitare il picco di criticità dei mesi estivi) e 112 milioni per opere strutturali urgenti da realizzare nel medio periodo.

“Si tratta di nuove opere – chiarisce a questo proposito l’assessore all’Ambiente, Matteo Marnati, coordinatore delle attività del tavolo per l’emergenza idrica – quali ad esempio il potenziamento di acquedotti, la realizzazione di nuovi pozzi e nuovi serbatoi, nuove condotte per migliorare la qualità dell’acqua, la sostituzione di brevi tratti di reti acquedottistiche, e molto altro, da realizzare nell’arco di circa un paio d’anni. Abbiamo chiara la situazione dei progetti da realizzare per affrontare le siccità dei prossimi anni per quanto riguarda l’acqua potabile destinata alla popolazione”.

“Il Dipartimento nazionale di Protezione civile sta lavorando da giorni insieme ai nostri tecnici per definire il quadro delle risorse – afferma l’assessore regionale alla Protezione civile, Marco Gabusi – Il momento è complicato e le risorse saranno distribuite con un cronoprogramma articolato, ma è doveroso riconoscere la disponibilità e la serietà dello staff di Curcio”.
E, come ricorda l’assessore alla Agricoltura Marco Protopapa, “altrettanto urgenti sono gli interventi per i danni ai raccolti e alle nostre colture d’eccellenza, ed anche su questo fronte auspichiamo presto un pronunciamento del Ministero per la richiesta della stato di calamità e le risorse a sostegno dei nostri imprenditori agricoli, anche rivolte agli investimenti che saranno necessari per una futura nuova gestione dell’acqua”.

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