Canavese, l’allarme del Nursind: “L’Asl T04 taglia sul personale. A rischio i servizi sanitari”

14/04/2022

Si è svolto ieri, mercoledì 13 aprile, l’incontro tra le organizzazioni sindacali e i vertici dell’Asl T04merito all’imminente scadenza dei 40 contratti interinali degli OSS (in scadenza il 30 aprile) e quelli del restante personale. A giudizio di Giuseppe Summa, segretario torinese dell’organizzazione sindacale, le indicazioni regionali riguardanti i tagli da effettuare, stanno avendo purtroppo i loro frutti.

“Per la politica l’emergenza è finita, ma negli ospedali nessuno se ne è accorto. Il fabbisogno è rimasto immutato rispetto a qualche settimana fa e a breve l’Asl T04 dovrà vaccinare con la 4° dose circa 50.000 persone. L’azienda continua a sostenere che c’è è un esubero di personale, ma non è così. La verità è che sono finiti i soldi e all’improvviso dai ringraziamenti si è passati ai tagli. I numeri della dotazione organica vanno rivisti.

Abbiamo numerosi OSS con gravi patologie che non possono lavorare nei reparti e ancora numerosi sospesi. Fra l’altro visto che l’obbligo vaccinale lo hanno lasciato solo in Sanità, a breve avremo nuovamente gente a casa sospesa. Decorsi infatti i 90 giorni dalla guarigione dal Covid, chi è rientrato verrà nuovamente sospeso se non dovesse vaccinarsi. Tutte sospensioni che hanno costituito e costituiscono un risparmio per l’Azienda. Nel 2021 anche se non vogliono fornirci il dato, sappiamo che Asl T04 ha risparmiato e non poco”.

Giuseppe Summa non ha dubbi di sorta a questo riguardo e afferma che non si può spremere il personale come limoni per far quadrare i conti. Un esempio pratico: l’aumento dell’energia elettrica per esempio, non si può certo farlo pagare tagliando sul personale e sui servizi?

“Fra l’altro il taglio di questi OSS è concentrato praticamente su alcuni presidi che già fanno fatica a reclutare risorse. (37 unità solo tra Ivrea e Cuorgnè). Rischiamo non solo di non avere le risorse per mandare avanti gli attuali servizi, ma nemmeno di riaprire quelli chiusi durante il Covid. A giudizio del segretario torinese del Nursind, ad oggi per esempio, l’azienda sanitaria non sarebbe in grado di riaprire il Pronto Soccorso di Cuorgnè, il PPI di Lanzo, il CAVS e non potrebbe implementare l’attività chirurgica.

“Per questo abbiamo scritto una lettera ai sindaci in questione. Abbiamo inoltre scritto alla Conferenza dei sindaci perché ad oggi sappiamo che dei diversi milioni di euro arrivati all’Azienda sul potenziamento dell’ADI, sull’infermiere di famiglia e comunità e sul piano Arcuri, non abbiamo visto nemmeno un assunzione. Dove sono finiti tutti questi soldi? Qualcuno da via Po, Corso Regina o da Roma, dovrà rispondere. Ovviamente tutto questo alla vigilia delle ferie estive”.

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