Pronto soccorso: l’assessore regionale Icardi apre ai privati. Ma scoppia la polemica politica

15/01/2020

I pronto soccorso sono al collasso? L’idea di convenzionarsi con le strutture private per decongestionare i Dea più esposti, avanzata nei giorni scorsi dall’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, ha suscitato un vero e proprio vespaio di polemiche. Non è d’accordo con il possibile provvedimento anche il gruppo consigliare del Movimento 5 Stelle. “Lasciano più che perplessi le dichiarazioni dell’assessore Icardi rispetto all’utilizzo degli erogatori privati per gestire un importante presidio di sanità qual è il pronto soccorso – affermano in una nota i consiglieri pentastellati -. I privati presenteranno il conto alla Regione, e dunque ai cittadini piemontesi, sebbene sotto forma di tasse e imposte. A pagare sarà sempre Pantalone”.

Contrarietà sì ma non polemica ad ogni costo soprattutto nei confronti degli operatori privati: “Nessuna demonizzazione per i privati che consideriamo degli importanti soggetti appartenenti al sistema sanitario nazionale, ma vorremmo vedere attuate le norme introdotte a livello nazionale per potenziare le piante organiche delle aziende sanitarie regionali – prosegue il gruppo consigliare regionale -. A tal proposito aspettiamo l’aggiornamento della delibera di Giunta regionale rispetto all’individuazione del fabbisogno di personale delle Asr per il prossimo triennio. Il tempo della campagna elettorale è finito, ora i cittadini si aspettano servizi efficienti e non la solita propaganda”.

Parole dure come macigni e che non sono affatto piaciute all’assessore Icardi che, in un’altra nota stampa interviene sulle polemiche riguardanti l’ipotesi di affidare ai privati il servizio di Pronto soccorso in talune realtà territoriali.

“Vedo che il dibattito sul ruolo dei privati nella sanità – ha esordito Icardi – sta generando una serie di sciocchezze che rischiano di inquinare il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati, soprattutto quando a parlare sono sindaci, rappresentanti istituzionali e delle associazioni sindacali. Deve essere chiaro che in Piemonte nessuno chiederà mai la carta di credito a chi si presenta per essere curato in un Pronto soccorso. Il servizio reso dai privati, come nel caso dell’ospedale Gradenigo di Torino, è e sarà sempre gratuito”.

Ricordato che è suo dovere, “come assessore, garantire l’erogazione delle prestazioni di Pronto soccorso anche con l’attuale carenza di medici pubblici -Icardi ha puntualizzato che non si tratta di far pagare il servizio, ma di mantenerlo. “Quando è necessario, non vedo cosa ci sia di scandaloso nel valutare l’ipotesi di affidare ai privati già convenzionati un servizio che il pubblico non riesce più a garantire, naturalmente nel rispetto dei criteri e dei controlli sull’appropriatezza delle prestazioni.

Ragioniamo sui costi e sulle modalità, peraltro ben inquadrati dalle normative nazionali, ma non lasciamoci condizionare da pregiudizi ideologici che non hanno motivo di esistere, perché è il pubblico a dettare le condizioni al privato e non viceversa”.

E in conclusione a giudizio dell’assessore regionale alla Sanità “insinuare il contrario, lasciando intendere che la sanità piemontese va verso una deriva privatistica selvaggia e dispendiosa è disonesto verso il cittadino, che ha diritto a un Pronto soccorso sempre aperto ed efficiente, pubblico o privato che sia, che non deve essere chiuso”.

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