“Troppo caldo nei reparti”: nei guai l’infermiere autore della denuncia. Polemica tra Asl T04 e NurSind

31/07/2019

Ha ricevuto una contestazione disciplinare perchè, in qualità di sindacalista, aveva denunciato temperature che sfioravano i 34 gradi centigradi all’interno dei reparti degli ospedali canavesani dell’Asl T04. Destinatario della contestazione è Giuseppe Summa, infermiere dipendente dell’azienda. In quell’occasione, in un comunicato stampa, il segretario provinciale del NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, aveva puntato il dito anche sul fatto che l’elevata temperatura poteva influire sulla corretta conservazione dei farmaci. In sostanza, al funzionario sindacale si contesta il fatto che, in qualità di dipendente dell’azienda sanitaria, avrebbe dovuto avvisare l’amministrazione e i superiori (nel caso specifico il primario del reparto dove Summa lavora) e non segnalare il caso ai mezzi d’informazione. Sulla vicenda il NuSind ha assunto una presa di posizione che definire dura è un puro eufemismo: in una nota stampa il segretario regionale del sindacato Francesco Coppolella afferma: “E’ assurdo leggere nella contestazione del Direttore della Medicina di Ivrea dove il nostro rappresentante lavora in qualità di infermiere, che a seguito di una comunicazione della Direzione Generale, veniva informato delle dichiarazioni fatte dal Nursind e ‘poiché la temperatura da lei rilevata poteva essere potenzialmente causa di alterazione dei farmaci per i quali è prevista una conservazione in ambienti meno caldi, avrei dovuto essere informato del problema e non certo dagli organi di stampa’ ritenendo che si è avuto un comportamento non conforme ai principi di correttezza verso il superiore”.

Il Nursind si rivolge ai legali: “Viene da pensare a un tentativo di mettere il bavaglio a persone ritenute scomode”

Francesco Coppolella attacca con determinazione i vertici dell’azienda sanitaria: “Ci risulta che la legislazione e la Costituzione italiana tutelino ancora la libertà di espressione per il sindacato e per i loro rappresentanti e che il comportamento di questa amministrazione si possa configurare tristemente in una chiaro tentativo intimidatorio alla persona che nei fatti citati ha operato in qualità di delegato sindacale. Ci sembra quantomeno strano e sospetto che questo atto venga fatto a seguito di numerose denunce e segnalazioni che il nostro sindacato e il suo segretario territoriale ha fatto pubblicamente sulla gestione e sulle numerose criticità che presenta l’Asl To4. Viene da pensare ad uno squallido tentativo di metter il bavaglio a persone ritenute scomode”. E non è tutto: il NurSind si è già rivolto allo studio legale Branzoli-Biscaldi di Alessandria per l’impugnazione del provvedimento disciplinare.

Nel frattempo all’infermiere Giuseppe Summa sono giunte numerosissimi attestati di solidarietà da parte di tanti colleghi che hanno apprezzato il suo gesto, al punto tale che sui social ha preso il via una petizione nella quale si chiede che l’Asl T04 ritiri il provvedimento disciplinare. Sull’argomento è anche intervenuto anche l’Anaao-Assomed Piemonte, il sindacato dei medici che, oltre ad esprimere solidarietà al dirigente sindacale, critica sarcasticamente l’operato dei vertici sanitari dell’azienda.

Il direttore dell’Asl T04: “Mai avviati procedimenti disciplinari legati al diritto di critica sindacale, in qualunque modo esso si esprima”

Dal canto suo Lorenzo Ardissone, direttore generale dell’Asl T04 ribadisce che la contestazione al dipendente rientra nei fatti comuni nella vita delle organizzazioni aziendali. Scrive Ardissone in un comunicato stampa pubblicato sul sito aziendale: “Un fatto direi comune nella vita delle organizzazioni quale l’avvio di un procedimento disciplinare (sottolineo l’avvio) sta assumendo un livello di spettacolarizzazione mai visto ivi compresa anche una raccolta firme on line.

Infatti negli anni non è certo l’unico caso di avvio di procedimento analogo nei confronti di personale a qualsivoglia profilo professionale appartenente quindi anche al profilo di infermiere e mai, dico mai, il semplice avvio di un procedimento disciplinare in contradditorio e con tutte le tutele di legge per il dipendente aveva mai assunto una visibilità come in questo caso”.
Ogni procedimento di avvio, spiega il direttore generale dell’azienda sanitaria, vede poi un percorso formale del tutto garantistico al termine del quale, con serenità, ricerca della verità, gli organi aziendali competenti esprimono la valutazione. Non è né nella storia di questa Asl To4, né nella mia storia di confondere le responsabilità legate ai profili professionali con le legittime prerogative che sono proprie ed oggetto dei relativi diritti di critica sindacale. Per cui desidero significare agli organi di stampa ed a tutti coloro che si tengono informati sulle vicende della Asl nonché ai dipendenti ed a tutte le organizzazioni sindacali che: alla Asl To4 non sono stati, non sono, e non saranno mai avviati procedimenti disciplinari legati al diritto di critica sindacale, in qualunque modo esso si esprima; alla Asl To4 sono stati, sono e saranno avviati procedimenti disciplinari legati esclusivamente all’accertamento in contraddittorio di eventuali violazioni di responsabilità legate ai contenuti dei doveri propri del profilo professionale di appartenenza; ogni procedimento si avvia e si conclude nel pieno rispetto delle norme a tutela dei dipendenti”.

Il NurSind “: “I fatti fanno pensare il contrario e la visibilità che la vicenda sta assumendo non è altro che l’indignazione di infermieri, medici, operatori e cittadini”

“I fatti, purtroppo fanno pensare il contrario e la visibilità che la vicenda sta assumendo non è altro che l’indignazione di migliaia di infermieri, medici, operatori e cittadini – dice Francesco Coppolella del Nursind Piemonte -. Il dottor Ardissone non è credibile perché a seguito di una richiesta formale del nostro rappresentante di accesso agli atti, per poter visionare la comunicazione inviata al Direttore della medicina di Ivrea, quest’ultimo rispondeva formalmente che trattasi di comunicazione privata. Una segnalazione che diventa una comunicazione privata: avete letto bene. Altro che percorso garantistico. Sin dal 2015 la nostra organizzazione aveva segnalato formalmente le criticità legate alle alte temperature in questi servizi e pur essendone a conoscenza non ha dato risposte. Forse dovrebbe inviarsi una segnalazione da solo e avviare un procedimento disciplinare verso se stesso”.

“I fatti, purtroppo fanno pensare il contrario e la visibilità che la vicenda sta assumendo non è altro che l’indignazione di migliaia di infermieri, medici, operatori e cittadini – spiega Francesco Coppolella del Nursind Piemonte -. Il dottor Ardissone non è credibile perché a seguito di una richiesta formale del nostro rappresentante di accesso agli atti, per poter visionare la comunicazione inviata al Direttore della medicina di Ivrea, quest’ultimo rispondeva formalmente che trattasi di comunicazione privata. Una segnalazione che diventa una comunicazione privata, avete letto bene. Altro che percorso garantistico. Sin dal 2015 la nostra organizzazione aveva segnalato formalmente le criticità legate alle alte temperature in questi servizi e pur essendone a conoscenza non ha dato risposte. Forse dovrebbe inviarsi una segnalazione da solo e avviare un procedimento disciplinare verso se stesso”.

“Le dichiarazioni rilasciate da Summa si riferiscono a diversi servizi e più presidi, relativamente a quei giorni, mentre lui individua e segnala, attraverso un lavoro certosino crediamo, solo il servizio dove lo stesso Summa presta servizio – conclude il segretario regionale Francesco Coppolella -. Se questo non si chiama voler limitare l’azione di critica sindacale non sappiamo cosa possa essere. Ardissone non è credibile perché affermare che un superiore dovesse essere informato di una cosa talmente evidente, è arrampicarsi sui vetri oltre a non volersi assumere responsabilità proprie in quanto responsabile della sicurezza dei luoghi di lavoro. E’ evidente che ciò che preoccupa è la sua immagine e non le condizioni di operatori e soprattutto dei cittadini. Ardissone farebbe bene a chiedere scusa e archiviare il provvedimento. Il provvedimento sta assumendo visibilità e un grado di spettacolarizzazione perché lo spettacolo lo sta dando Ardissone con le sue azioni”. L’impressione che si ricava da questa querelle è che non sia finita qui…

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