Ex statale 460, arrivano gli autovelox per limitare gli incidenti mortali

06/10/2015

Ci voluti altri tre morti di cui due carbonizzati, per far decidere alla Città Metrolitana a ricercare valide soluzioni per mettere fine alle stragi che ormai con cadenza mensile hanno luogo lungo la ex statale 460 (ridenominata strada provinciale 460 del Gran Paradiso). Ed è probabile che, per far rispettare i limiti di velocità, che molti non rispettano, nel tratto di strada tra Leinì e Lombardore, vengano installati autovelox fissi.

Alberto Avetta, vicesindaco del nuovo ente che ha sostituito la provincia, ammette che gl’incidenti mortali costituiscono un dato di fatto che deve far riflettere. Una cosa è certa: se negli anni Settanta, quando l’arteria viaria è stata realizzata, consentiva lo scorrimento veloce del traffico, oggi, a distanza di oltre quarant’anni la provinciale non è più adeguata. Accantonate le varie varianti (che comunque soltanto in progettazione sono costati non poco) oggi bisogna fare di necessità virtù. D’altro canto mettere in sicurezza la strada non è una cosa semplice. Un esempio: l’ipotesi di posare al centro delle due carreggiate uno spartitraffico in cemento è soltanto possibile se si allargano le carreggiate che devono corrispondere in larghezza alla normativa vigente. Un’operazione che comporterebbe costi non quantificabili e una tempistica indefinita dato che sarebbe necessario “divorare” porzioni di terreno appartenenti a privati e comuni. Ed è incotestabile il fatto che il fenomeno va in qualche modo contenuto.

I numeri parlano chiaro: in dieci mesi tra Leinì e Ceresole sono deceduti, nel corso di incidenti stradali mortali, ben nove persone. In media una al mese. Eppure nella realizzazione delle rotonde che costellano la strada l’ex Provincia aveva speso a suo tempo ben venti milioni di euro. Dal canto suo, Alberto Avetta sottolinea che in ogni caso, rispetto al passato, il numero degli incidenti sono diminuiti del 50%. Ma non basta. E’ necessario che anche gli utenti si dimostrino responsabili. In che modo? Adottando uno stile di guida responsabile, evitando di effettuare sorpassi pericolosi, di non parlare al telefono quando ci si trova al volante e rispettando i limiti di velocità esistenti. Non tutte le dinamiche degli incidenti sono uguali. Sarebbe necessario evitare le invasioni di corsia responsabili di scontri frontali fatali. E solo uno spartitraffico potrebbe farlo. E’ il classico esempio del gatto che si morde la coda. In definitiva bisogna fare i conti e senza tanti giri di parole, con lo stanziamento di ingenti fondi che non ci sono.

 

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