La cardiologia dell’Asl T04 prima in Italia e in Europa nella cura risolutiva delle aritmie atriali

04/05/2018

Il dottor Gaetano Senatore, Direttore della Cardiologia Ciriè-Ivrea, in sinergia con i suoi collaboratori ha pubblicato nel Giornale Italiano di Cardiologia un articolo scientifico sull’esperienza della struttura operativa in merito alla “procedura combinata di chiusura percutanea di auricola sinistra e ablazione di fibrillazione atriale”. La Cardiologia di Ciriè-Ivrea, infatti, rappresenta un’eccellenza a livello Italiano ed europeo per l’esperienza in questo tipo di procedure e, a oggi, ha una delle casistiche più ampie nell’esecuzione di questo approccio al paziente con fibrillazione atriale.
                                                                                                                UN’ECCELLENZA ITALIANA ED EUROPEA

La cardiologia interventistica e l’elettrofisiologia sono aree in continuo sviluppo nell’ambito della cura delle aritmie cardiache; tra le procedure di più recente introduzione, va annoverata l’occlusione percutanea dell’auricola sinistra in associazione all’ormai consolidata ablazione transcatere nel trattamento della fibrillazione atriale.

                                                                                      LA FIBRILLAZIONE ATRIALE è L’ARITMIA CARDIACA PIU’ COMUNE

La fibrillazione atriale è l’aritmia cardiaca più comune, caratterizzata da un’incidenza che aumenta con l’avanzare dell’età e una prevalenza di circa il 10% nella popolazione con più di 80 anni.
L’ablazione della fibrillazione atriale rappresenta una strategia terapeutica ben consolidata per ridurre le recidive di fibrillazione atriale e i sintomi ad essa associati; pertanto, è indicata per il controllo del ritmo nelle persone per le quali la terapia farmacologica antiaritmica non abbia avuto alcun risultato, sia in termini di efficacia sia in termini di qualità della vita.
Una delle complicanze più temibili di tale aritmia è l’ictus cerebrale. La causa va ricercata negli eventi embolici secondari al ristagno del sangue all’interno della cavità atriale di sinistra del cuore (in corso di fibrillazione atriale l’atrio perde la sua capacità di contrarsi ed è pressoché fermo), che favorisce l’aggregazione piastrinica e la formazione di trombi. Questi ultimi possono poi staccarsi dalle pareti e invadere il circolo arterioso.
All’interno dell’atrio di sinistra del cuore esiste una formazione anatomica, denominata auricola, all’interno della quale il ristagno del sangue è particolarmente favorito e che pertanto rappresenta frequente sede di origine di trombi (90% dei casi).

                                                                               L’INTERVENTO CHIRURGICO PER EVITARE I FARMACI ANTICOAGULANTI

Al fine di prevenire l’ictus ischemico nei pazienti con fibrillazione atriale, le linee guida internazionali raccomandano la terapia anticoagulante; bisogna però tener conto delle possibili complicanze emorragiche a essa associata e delle difficoltà ad assumerla. Una grossa fetta della popolazione affetta da fibrillazione atriale (e che va aumentando con l’avanzare dell’età media), presenta sia un elevato rischio tromboembolico sia un altrettanto elevato rischio emorragico che rende pericolosa l’assunzione dei farmaci anticoagulanti. Per questa tipologia di pazienti un’efficace soluzione terapeutica è la chiusura percutanea dell’auricola sinistra.
La terapia combinata di ablazione della fibrillazione atriale con la chiusura dell’auricola sinistra potrebbe essere considerata una strategia terapeutica completa ed efficace nei pazienti fragili, al fine di ridurre i sintomi correlati all’aritmia e il rischio tromboembolico ed emorragico a lungo termine.

Tali procedure sono eseguite da accesso venoso femorale, superando il setto interatriale del cuore per raggiungere l’atrio sinistro.
I pazienti indirizzati a questo tipo di procedura sono valutati tramite ecocardiografia transesofagea, in primis per escludere la presenza di un trombo in auricola (controindicazione assoluta all’esecuzione della procedura) e per eseguire precise misurazioni della grandezza dell’auricola (in modo tale da guidare la scelta del miglior dispositivo da utilizzare per l’occlusione).
L’approccio combinato delle due procedure rappresenta, pertanto, una scelta delicata e richiede esperienza professionale per individuare il paziente candidato ideale ma anche capacità tecniche adeguate per eseguire le procedure stesse.

“Con molta soddisfazione posso dire – commenta il direttore generale dell’Asl T04, dottor Lorenzo Ardissone – che la nostra Azienda è in grado di offrire prestazioni di elevato livello di efficacia e di sicurezza per patologie importanti e diffuse quali le patologie cardiovascolari e le aritmie in particolare”.

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