Coassolo: domani 29 l’autopsia sul corpicino di Aldo. La procura indaga per omicidio colposo

28/05/2017

Il magistrato ha disposto che il medico legale esegua l’autopsia sul corpicino di Aldo Ubaudi, il bambino di sei anni che è stato mortalmente travolto da un’auto da corsa durante la prova speciale del Rally Città di Torino che si stava svolgendo a Coassolo. La procura di Ivrea ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di omicidio colposo. Non appena il medico legale Carmela Patanè avrà concluso l’esame autoptico alla famiglia sarà rilasciato il nulla osta per i funerali. Tutta la comunità si è stretta con affetto e costernazione intorno alla famiglia Ubaudi per testimoniare tutto il suo dolore e il grande affetto per una morte giunta così all’improvviso in un giorno che doveva essere di festa. Ad assistere al Rally che passava a pochi metri dove la nonna gestisce una trattoria, il piccolo Aldo si era recato con uno dei due fratellini di tre anni (rimasto illeso), la mamma Valeria e il papà Giacomino, imprenditore edile e boscaiolo conosciuto in tutta la Valle di Lanzo.

Il sindaco di Coassolo Franco Musso ha proclamato il lutto cittadino mentre il Rally Città di Torino, giunto alla 32ma edizione è stato sospeso. In ospedale si trova ancora il pilota della Skoda Fabia che è uscita di strada e ha travolto il piccolo Aldo: Cristiano Milano, originario di Forno Canavese, un esperto rallista che conosceva molto bene quella pista. I medici del 118 hanno cercato di rianimare per ben 50 minuti il bambino ma ogni sforzo si è rivelato vano.

Decisamente affranti gli organizzatori della manifestazione sportiva che, in oltre 30 anni non ha mai registrato incidenti di rilievo. In un conferenza stampa indetta alle 17,00 di ieri, sabato 27 maggio hanno preso parte l’organizzatore Mario Ghiotti, il direttore di gara Alfredo Delleani e il medico di gara Graziano Madoglio. E’ stato il direttore di gara Alfredo Delleani a spiegare l’accaduto: “La prova era stata allestita come prevendono i parametri di sicurezza imposti per questa tipologia di gara. Gli apripista e i concorrenti che sono transitati prima della vettura coinvolta non hanno segnalato nulla di anomalo. Tengo a precisare che mediamente ogni 250 metri sul percorso di gara viene garantita la presenza di un ufficiale di gara munito di radio in contatto costante con la direzione gara.”

Il direttore di gara ha illustrato nei dettagli la dinamica dell’accaduto: “Alle 11.42 il concorrente numero 12 prende il via dallo start. Alle 11.43’50” giunge la segnalazione che la vettura ha investito delle persone presenti nella postazione sei , verrà misurato in seguito che la Skoda Fabia si è fermata 130 metri dopo la sede stradale. Vengono sospese le partenze e immediatamente viene dato ordine di entrata all’unità di soccorso che dopo circa un minuto e mezzo è sul luogo dell’incidente. Risulta subito che fra le persone coinvolte ci sono due minori. A quel punto viene richiesto l’intervento di elicottero e due ulteriori ambulanze. Al momento non siamo in grado di stabilire le cause dell’accaduto. Il pilota conduceva una vettura per la quale viene richiesta una particolare abilitazione che non viene assegnata a livello burocratico a fronte di un versamento amministrativo, ma dopo un test obbligatorio al quale deve obbligatoriamente sottoporsi”.

Dal canto suo il dottor Graziano Madoglio ha spiegato le condizioni dei superstiti e le modalità dei soccorsi. “I soccorsi sono stati immediati e coordinati da colleghi esperti del 118. Per quanto riguarda il bimbo deceduto, il primo medico rianimatore giunto sul posto e che ha prestato le prime cure al bimbo deceduto è stato ben cinquanta minuti per cercare di rianimarlo benchè già dai primi momenti, le condizioni del piccolo sono sembrate subito critiche. Il pilota, ricoverato all’ospedale di Ciriè è stato sottoposto ad esami strumentali approfonditi e ad una visita specialistica per la quale siamo in attesa degli esiti. La maggior preoccupazione riguarda un trauma cranico commotivo che al momento non è spiegato”.

Anche Mario Ghiotti è apparso profondamente scosso per l’accaduto. “Sono profondamente addolorato e sono vicino alla famiglia del piccolo – ha affermato -. Oggi doveva essere una festa di sport che purtroppo si è trasformata in tragedia. Noi avevamo predisposto tutto l’apparato secondo i canoni imposti dagli enti competenti. Non ci risulta che al momento del via ci fossero persone in posizioni pericolose”.

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