Profughi, arriva il no dei sindaci dell’Alto Canavese. Il Ciss 38 scrive al prefetto: “Grazie, abbiamo già dato”

24/02/2017

Basta con l’arrivo ininterrotto di profughi richiedenti asili nei comuni dell’Area Omogenea dell’Alto Canavese: le quote pro-capite di profughi sono state ampiamente superate e i sindaci fanno fronte comune nei confronti di altri preannunciati arrivi. Toccherà al Ciss 38, il consorzio dei servizi socio-assistenziali, scrivere alla prefettura di Torino per fare chiarezza sulla spinosa questione dei migranti. La notizia è stata comunicata nel corso dell’accesa discussione che si è sviluppata durante il consiglio comunale di giovedì 23 febbraio sull’interrogazione orale presentata dal gruppo consigliare “Riparolium” a firma del capogruppo Aldo Raimondo e relativa alla presunta pericolosità sociale legata alla presenza dei migranti.

Lo scorso martedì, ha spiegato il vicesindaco Edo Gaetano, tutti i sindaci hanno partecipato ad un incontro che aveva quale tema la ridistribuzione, preannunciata dalla Prefettura, dei richiedenti asilo in tutta la provincia di Torino. Una proiezione che ha allarmato molti primi cittadini. In realtà, ha evidenziato il sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno, il Piano nazionale redatto in accorso con l’Anci (l’associazione nazionali dei comuni italiani), prevede che il rapporto relativo all’ospitalità sia di 2,5 persone per ogni mille abitanti. Il conto è presto fatto. I comuni dell’Alto Canavese hanno già dato e ben più di quanto spettasse loro.

Nel corso dell’incontro tra gli amministratori si era ipotizzato, come ha evidenziato il vicesindaco di Rivarolo Canavese, l’ipotesi che ogni comune gestisse direttamente l’accoglienza dei profughi ma non tutti hanno accettato dato che non sarebbe stato molto semplice spiegarlo ai propri amministrati. In questo frangente, quindi, l’unica soluzione da adottare per salvare capra e cavoli è stata quella di incaricare il Ciss 38 per spiegare al prefetto Renato Saccone quali sono le ragioni del diniego ad accogliere altri richiedenti asilo. A tutt’oggi i comuni dell’Alto Canavese hanno accolto in tutto 335 persone.

E non è tutto: nella comunicazione che sarà inviata in prefettura, il consorzio chiederà una maggiore trasparenza sulle modalità di comunicazione e di invio dei profughi: “E’ necessario che su questo tema ci sia un’informazione preventiva che finora è mancata – ha concluso Edoardo Gaetano -. Da anni ormai il fenomeno ci cade sulla testa senza che si possa far nulla. E’ giunto il momento che si faccia chiarezza una volta per tutte”.

Il rapporto tra numero di abitanti e richiedenti asilo da ospitare pone al riparo i piccoli comuni che sorgono nelle valli montane: piccoli centri abitati che contano appena qualche centinaia di anime che non avrebbero né gli spazi necessari e né le risorse per l’accoglienza. Adesso si attenderà la risposta della prefettura.

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