Duro monito dei sindaci all’Appendino: “Vogliamo essere protagonisti, non comparse”

18/11/2016

I quarantasei sindaci che amministrano i Comuni che fanno parte dell’Area Omogenea del Canavese Occidentale sono concordi: la visione Torino centrica che ha caratterizzato l’attività della precedente amministrazione continua in questa nuova gestione con evidenti disparità di trattamento tra i comuni limitrofi alla città di Torino e comuni che più sono distanti dal capoluogo. Per questa ragione gli amministratori canavesani chiedono un impegno della sindaca Chiara Appendino e del Consiglio Metropolitano torinese affinché sia apportata una significativa modifica della normativa che regola l’elezione dell’ente e un’immediata gestione del territorio. Non contare nulla penalizza tanti centri urbani che hanno bisogno di intrattenere un continuo dialogo con l’ente che ha sostituito l’ex provincia di Torino che, pur con tutti i suoi limiti, forniva un apporto notevole ai territori periferici in termini di programmazione e di stanziamenti.

In una lettera inviata alla sindaca Appendino, firmata da Alberto Rostagno, sindaco di Rivarolo Canavese e portavoce dell’Area Omogenea, si legge: “I sindaci della Zona Omogenea Canavese Occidentale della Città Metropolitana di Torino, attenti alle politiche di sviluppo dei territori periferici, condividono le critiche alla legge di riforma Del Rio che, dopo aver svuotato di significato e di risorse le province con la costituzione delle Città Metropolitane, non sembra essere in grado di svolgere il ruolo di area vasta auspicato nella legge di riforma”. In parole povere i sindaci, alla vigilia del voto al bilancio e al Dup metropolitano esprimono con chiarezza la loro posizione: l’approvazione ci sarà ma condizionata. La ragione? “Tale scelta – si legge – emerge dalla constatazione che i contenuti del bilancio costituiscono una mera attuazione degli impegni in precedenza assunti dall’ex provincia di Torino e in seguito dalla Città Metropolitana, senza apportare alcuna novità rilevante sotto il profilo politico programmatico. L’approvazione del bilancio è in primis un atto di responsabilità istituzionale nei confronti di un’Ente che, con evidente difficoltà, porta in approvazione il proprio bilancio previsionale quando sarebbe invece tempo di approvare il consuntivo. Sa amministratori responsabili del territorio non possiamo permettere che l’inerzia dell’Ente determini il blocco dei servizi erogati, lo stop delle manutenzioni stradali e ritardi insostenibili nella messa in sicurezza degli edifici scolastici. I nostri cittadini non se lo meritano”.

La posizione è chiara: l’approvazione condizionata costituisce un monito nei confronti della sindaca  e Consiglio Metropolitano. O i sindaci partecipano attivamente e fattivamente nelle scelte metropolitane oppure decideranno altrimenti. “La nostra apertura di credito odierna costituisce un invito alla riflessione e alla cautela, qualità che avrebbero permesso di evitare avventate prese di posizione che negli scorsi mesi hanno contrapposto il Sindaco Metropolitano ai Comuni metropolitani stessi. Contrapposizioni che si sono evidenziate prima con la scelta di escludere unilateralmente i comuni non confinanti con Torino dagli interventi di risanamento dal degrado urbano, in seguito con la decisione di attingere alle riserve di Smat per risanare il bilancio della Città di Torino. Sappiamo tutti com’è andata a finire. Siamo sindaci e amministratori del territorio, la nostra fedeltà non va a un partito, ma va alla gente, che deve avere gli stessi diritti e le stesse aspettative di quella torinese. La Zona Omogenea Canavese Occidentale chiede al sindaco Metropolitano di Torino l’impegno affinché il bilancio dell’Ente nel 2017 e negli anni successivi sia partecipato, approvato in empi ragionevoli, con l’interazione e la preventiva discussione con i sindaci delle Zone Omogenee”.

Toni duri che non lasciano spazio ad alcuna interpretazione che non sia quella di ottenere una maggiore attenzione nei confronti dei territori periferici della Città Metropolitana con un’equa distribuzione delle risorse economiche anche con i comuni più piccoli e una maggiore attenzione al territorio nel suo complesso: ambientale, paesaggistico, storico e artistico. La progettazione relativa all’edilizia scolastica non deve avvenire in base alle istanze dei territori, anche nell’ottica del recupero degli edifici scolastici. E non è tutto: il sostegno alle imprese, per il rilancio delle attività del Canavese: industriali, agricole e artigianali, con un’attenzione particolare al mondo del lavoro, deve essere, a giudizio degli amministratori, priorità dell’Ente metropolitano, con la facilitazione a nuovi insediamenti produttivi anche attraverso il rafforzamento delle connettività viaria, ferroviaria e immateriale del territorio canavesano. In conclusione? Se quanto è stato esposto se sarà condiviso dalla sindaca Appendino e approvato nella conferenza metropolitana, orienterà il voto favorevole dei quarantasei comuni dell’Area Omogenea Canavese Occidentale al bilancio di previsione e al Dup 2016. Più chiari di così..

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