Volpiano: sì alla messa in sicurezza della “provinciale” per Leinì, teatro di incidenti mortali

18/09/2019

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Gli amministratori locali chiedono alla Città metropolitana di invertire gli indirizzi di precedenza, per rendere più sicuro l'incrocio con via Pisa teatro di numerosi incidenti. La strada è quotidianamente percorsa da migliaia di automezzi e di centinia di grandi autocisterne

La questione della pericolosità di un tratto della Strada Provinciale 500 a Volpiano, all’incrocio con via Pisa, sarà affrontata con interventi che, pur non risolutivi, partiranno entro il mese di ottobre. La Città Metropolitana è disponibile comunque a valutare una soluzione definitiva al problema e a stanziare le necessarie risorse. Lo ha ribadito nella seduta odierna del Consiglio metropolitano il Consigliere delegato alle attività produttive, Dimitri De Vita, dopo che il sindaco di Volpiano, Emanuele De Zuanne, nella sua qualità di portavoce della Zona omogenea Torino Nord, era intervenuto per segnalare la pericolosità di un tratto della Strada Provinciale 500, teatro di gravi incidenti, che hanno causato in totale di 16 morti nel giro di alcuni anni.

De Zuanne ha spiegato che la Provinciale 500 in passato era tronca e serviva esclusivamente il deposito strategico di idrocarburi dell’Eni per il Piemonte, la Valle d’Aosta e la Liguria. Via Pisa si incrocia a T con la Provinciale 500 e serve una zona industriale con 400 addetti. Gli amministratori locali chiedono alla Città metropolitana di invertire gli indirizzi di precedenza, per rendere più sicuro l’incrocio teatro di numerosi incidenti. De Zuanne ha fatto presente che l’Eni dovrebbe realizzare in zona un impianto fotovoltaico da 19 Megawatt, che occuperà con i pannelli una superficie di 380 mila metri quadrati e sarà il più grande del suo genere nel Nord Italia.

La zona, ha spiegato il primo cittadino di Volpiano, presenta comunque un elevato rischio ai sensi della Direttiva Seveso, per la presenza di tre aziende – Eni, Butangas e Autogas Nord – che trattano e immagazzinano idrocarburi come benzina e Gpl. Il rischio concreto, valutato dal piano di emergenza esterno, è quello di un incidente stradale nell’incrocio a T che possa causare un incendio di Gpl paragonabile a quello avvenuto nel 2018 sulla tangenziale di Bologna, con la distruzione di tutto ciò che era presente nel raggio di 250 metri. Il Vicesindaco metropolitano, Marco Marocco, ha concordato sull’opportunità di trattare la questione in sede di Commissione competente.

Il capogruppo della Lista “Città di città”, Roberto Montà, ha sollecitato l’attenzione dell’Ente sul problema e la partecipazione alle conferenze dei servizi inerenti le attività produttive complesse e che comportano rischi.

Il consigliere delegato Dimitri De Vita ha garantito che i lavori di adeguamento della viabilità locale che verranno avviati entro il prossimo mese creeranno le condizioni per la risoluzione definitiva delle criticità. La questione è stata quindi affrontata e approfondita dalla II Commissione al termine della seduta del Consiglio.

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