Volpiano-Caselle: due arresti in Canavese nell’operazione contro le cosche della ‘ndrangheta

Volpiano

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23/01/2019

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Ad emettere i provvedimenti cautelari è stato il Gip del tribunale di Aosta su richiesta della direzione distrettuale antimafia di Torino. Complessivamente sono 16 le persone indagate, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, estorsione tentata e consumata

Cinque effettuati in provincia di Torino (due di questi ultimi due effettuati a Volpiano e Caselle): è il bilancio di un’operazione scattatata nella notte e all’alba di oggi, mercoledì 23 gennaio, eseguita agli uomini del Ros e dal Grupp Carabinieri di Aosta. Fra questi è presente un noto avvocato penalista. Ad emettere i provvedimenti cautelari è stato il Gip del tribunale di Aosta su richiesta della direzione distrettuale antimafia di Torino.

Complessivamente sono 16 le persone indagate, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, tentato scambio elettorale politico-mafioso, estorsione tentata e consumata, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e ricettazione di armi e favoreggiamento personale, in alcuni casi aggravati dal metodo mafioso.
I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa avviata nel 2014 dal Nucleo Investigativo di Aosta e dal Ros nei confronti di diversi esponenti della criminalità organizzata calabrese presenti nel capoluogo valdostano, i successivi approfondimenti hanno consentito agli investigatori di ipotizzare l’esistenza di un sodalizio ‘ndranghetista operante nella suddetta regione, riconducibile principalmente alla cosca Nirta-Scalzone di San Luca (RC) e di far emergere l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti tra la Spagna e l’Italia.

L’attività riferibile alla presenza della ‘ndrangheta ad Aosta ha consentito di documentare: l’esistenza di un’articolazione territoriale di matrice ‘ndranghetistica, identificabile nella locale di Aosta, nell’ambito della quale emergono le figure di Marco Fabrizio Di Donato, capo locale; Bruno Nirta, Antonio Raso come promotori ed organizzatori; la partecipazione al sodalizio di ‘ndrangheta, quali concorrenti esterni, di due amministratori, attualmente in carica quali consigliere regionale della Regione Valle d’Aosta, (all’epoca dei fatti consigliere comunale del comune di Aosta ), consigliere comunale assessore di Saint Pierre (Aosta) e di un noto avvocato del foro di Torino. Sono Marco Sorbara, eletto nelle fila dell’Union Valdotaine, Monica Carcea, assessore comunale di Saint-Pierre, e Nicola Prettico, consigliere comunale di Aosta e dipendente del Casinò di St-Vincent.

Con riferimento all’esistenza dell’associazione dedita al narcotraffico, inoltre, l’indagine ha accertato: l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico, anche internazionale, di sostanze stupefacenti (cocaina) con al vertice i fratelli Bruno e Giuseppe Nirta (quest’ultimo è deceduto), che si potevano avvalere di numerosi contatti internazionali; l’arresto di uno dei custodi, Ludovico Lucarini, trovato in possesso di 1,2 chilogrammi di cocaina, 2 pistole e diverse munizioni; il coinvolgimento dell’avvocato Romeo nella cessione di 500 grammi di cocaina; l’esistenza di rapporti, certificati attraverso servizi di osservazione in Spagna, tra i fratelli Nirta ed importanti esponenti di altre cosche, quali Giuseppe Romeo e il già latitante Vincenzo Macrì.

Inoltre, i Carabinieri del ROS e di Aosta hanno supportato la Guardia Civìl Spagnola per l’identificazione di uno degli autori materiali dell’omicidio dell’indagato Giuseppe Nirta avvenuto, in Spagna nell’estate del 2017.

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