Violenza nel calcio? La Polisportiva Valmalone e lo Chambave dimostrano che lo sport è tutt’altro

Levone

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24/10/2017

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La scorsa domenica la notizia che dopo una partita di calcio a cinque gli sconfitti hanno aggredito i vincitori, ha fatto il giro del web. La squadra canavesana e quella valdostana hanno dimostrato, se ve ne fosse bisogno, che il calcio è una cosa diversa

 

La vicenda della partita di calcio a cinque che si è svolta la scorsa domenica a Venaria, terminata la scorsa domenica, con la squadra sconfitta che ha aggredito gli avversari rei di aver vinto la partita e con la denuncia di 5 aggressori, non è bella da raccontare. Lo sport è altro. E la serata che ha fatto seguito alla quinta giornata del campionato di terza categoria del girone di Ivrea, disputata domenica 22 ottobre, che ha contrapposto la squadra valdostana dello Chambave e a quella canavesana del Valmalone di Levone, è la dimostrazione tangibile che lo spirito sportivo deve avere la meglio sulla grinta agonistica portata all’esasperazione. La partita è terminata con la vittoria per 1 a 0 per il Valmalone che giocava in casa: una partita a tratti un po’ “dura”, ma condotta con estrema correttezza da entrambe le squadre.

Al termine della partita è andato in scena lo spettacolo più bello che ha visto dirigenti e giocatori delle due società sportive seduti intorno allo stesso tavolo che ridono e scherzano in un clima disteso e gioioso. Tanto sereno da protrarsi in una serata con una cena improvvisata presso il padiglione gastronomico allestito dalla Pro loco dei Ceretti. Marco Lombard, presidente della società sportiva valdostana dello Chambave, non ha fatto mistero della propria personale soddisfazione: “Abbiamo accettato di buon grado l’invito ad una cena alla festa di paese, in cui abbiamo partecipato in 15 tra dirigenti e giocatori. Cena divertente in un’unica tavolata tra le due squadre, seguita poi da balli di gruppo in allegria. Esperienza da ripetersi sicuramente ricambiata alla partita di ritorno a Chambave”.

Sulla stessa lunghezza d’onda sono il direttore sportivo Nicolò Ghinzani e del vice presidente Antonio Zanini della compagine canavesana: “È stata un esperienza magnifica nata in maniera del tutto casuale. Questo è il vero spirito di sport. Questo è ciò che cerchiamo di trasmettere e insegnare ai nostri bambini della scuola calcio. Accetteremo volentieri l’invito della società valdostana per la gara di ritorno”.

Questa è la normalità che fa da contrappeso alla violenza ingiustificata di giocatori che sono tutto meno che sportivi. E sono queste le storie più belle da raccontare.

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