Violenza in carcere a Ivrea: scoppia una maxi rissa tra venticinque detenuti nord africani e italiani

Ivrea

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02/07/2019

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Il sindacato autonomo degli agenti di polizia penitenziaria stigmatizza l'accaduto: "La situazione nella struttura è esplosiva"

Si sono affrontati a muso duro con tutto ciò che avevano a portata di mano: sgabelli, bastoni e manici di scopa: nella mattinata di ieri, lunedì 1° luglio una maxi rissa è scoppiata al primo piano del carcere di Ivrea. A fronteggiarsi sono stati 25 detenuti italiani e nord africani. La rissa si è conclusa dopo il deciso intervento di numeorsi agenti di polizia penitenziaria. Molti dei detenuti hanno riportato ecchimosi e contusioni di varia gravità: uno di loro è stato tempestivamente sottratto al pestaggio dagli agenti.

Se la caverà con una prognosi di 15 giorni. A dare notizia del grave accaduto è stato Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp il sindacato autonomo degli agenti di polizia penitenziaria.

“La situazione nel carcere di Ivrea è incandescente aggravata dalla notevole carenza di organico sia del ruolo ispettori che del ruolo agenti e per converso da un sovraffollamento della popolazione detenuta che non finisce di aggravarsi. In tali condizioni – afferma il funzionario sindacale -. Solo il costante sacrificio da parte dei poliziotti penitenziari, tra l’altro non indenni da danni alla propria incolumità fisica, riesce a volte, come nella situazione di lunedì, a porre un qualche rimedio alle precarie e pericolose condizioni che di volta in volta si verificano. Ma è innegabile che qualora non si provveda a integrare l’esigua disponibilità organica degli addetti e non ci si adoperi per una riorganizzazione della struttura non potranno più evitarsi conseguenze anche irreparabili”.

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