Viabilità: il “Ponte Preti” va rifatto. La deputata Bonomo: “Sollecitiamo il governo per i fondi”

Strambinello

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01/12/2018

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La parlamentare del Pd evidenzia come Il 50 per cento della produzione italiana dello stampaggio a caldo di acciaio ha origine in Alto Canavese che, con 680mila tonnellate annue spedite, rappresenta il 10 % della produzione europea ed il 3 % di quella mondiale. Il sistema viario che funge da collegamento tra Eporediese e Alto Canavese presenta alcune criticità strutturali

La presunta pericolosità del Ponte Preti di Strambinello continua a tenere banco e mentre nel pomeriggio di oggi il club Turati ha organizzato a Castellamonte un incontro pubblico sulla necessità di rifare l’infrastruttura, sull’argomento interviene anche la deputata del Partito Democratico canavesana Francesca Bonomo che in un nota afferma che “il rifacimento del “Ponte Preti” deve essere inserito all’interno delle prime linee di finanziamento disponibili relative alla manutenzione straordinaria per le nuove acquisizioni di strade provinciali da parte dell’Anas”.

La deputata canavesana del Partito Democratico annuncia che presenterà nei prossimi giorni alla Camera una mozione sul futuro dell’infrastruttura che si trova in località Baldissero.
Un tema, quello del “Ponte Preti”, già sollevato dall’ex senatore Eugenio Bozzello, che è tra le priorità dell’Agenzia per lo Sviluppo del Canavese, che rappresenta gli attori economici, sociali e amministrativi del territorio.

“Il 50 per cento della produzione italiana dello stampaggio a caldo di acciaio – evidenzia Bonomo, che già nella passata legislatura aveva sostenuto il rifacimento dell’attraversamento del Chiusella e il completamento della Pedemontana – ha origine in Alto Canavese che, con 680mila tonnellate annue spedite, rappresenta il 10 per cento della produzione europea ed il 3 per cento di quella mondiale. Il sistema viario che funge da collegamento tra l’Eporediese e l’Alto Canavese presenta però alcune criticità strutturali, che creano da decenni una grossa difficoltà, soprattutto al traffico pesante, nel transito tra i due importanti poli industriali e manifatturieri”.

Da qui la richiesta di un intervento urgente sul “Ponte Preti”, che da anni è ormai sotto osservazione da parte dei tecnici della Città Metropolitana di Torino.

“Le criticità più forti sono chiaramente identificabili sulla “Pedemontana”, ovvero la strada provinciale 565 di prossimo passaggio ad Anas – prosegue la parlamentare del Pd – che collega Ivrea a Salassa e costituisce il collegamento tra l’Eporediese e il Canavese Occidentale, ancora oggi incompleta nonostante diversi lavori di adeguamento nel corso degli anni, a causa della strettoia del “Ponte Preti”. Su questo, ogni giorno, transitano migliaia di automezzi, molti dei quali sono appunto autoarticolati che dal Canavese Occidentale viaggiano verso Ivrea dove si trova il raccordo autostradale e viceversa. L’infrastruttura, che risale addirittura al 1920, attualmente si trova a sopportare un livello di traffico non più compatibile con una struttura di quasi cento anni fa, concepita per un movimento stradale di gran lunga inferiore”.

La deputata del Partito Democratico, che è residente a Barbania, lancia poi un appello a tutti i parlamentari eletti in Canavese, di tutti gli schieramenti politici. “Seppur non manifesti gravi problemi strutturali relativi alla sua stabilità – conclude Bonomo – il “Ponte Preti” rappresenta un grosso problema per la sicurezza degli autoveicoli, testimoniato dalle relazioni dei tecnici dell’allora Provincia di Torino da almeno 20 anni a questa parte, relazioni culminate in un progetto preliminare di rifacimento datato 2007, ma mai realizzato per carenza di fondi. È fondamentale intervenire al più presto: per questo invito tutti i colleghi parlamentari a sollecitare il Governo affinché i fondi per la ristrutturazione dell’infrastruttura vengano stanziati quanto prima”.

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