Venaria, l’Ascom contro il G7 chiede a Gentiloni la cassa integrazione: “Perderemo 700 mila euro”

Venaria

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29/08/2017

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Secondo le stime dell'associazione commercianti, sono a rischilo centinaia di posti di lavoro. Il summit creerebbe alla città un danno economico per il quale si chiede al governo un indennizzo e l'erogazione degli ammortizzatori sociali

Le limitazioni legate alla sicurezza dei ministri dell’economia dei Pesi più industrializzati che prenderanno parte, a fine settembre al G7 che avrà luogo a Venaria, causeranno alla rete commerciale cittadina un danno di almeno 700mila euro. Lo afferma l’Ascom in una lettera firmata dal presidente Christian Contu e indirizzata al presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni e per conoscenza alla sindaca di Torino Chiara Appendino e al presidente della Regione Piemonte Sergio Chimparino nella qule si chiede senza mezzi termini l’istituzione di un fondo di indennità da erogare alle aziende in caso di mancati incassi o una cassa integrazione”. E oltre al danno economico blindare la città creerà la perdinta di alcune centinaia di posti di lavoro. L’Ascom non ha dubbi: il prestigio derivante dall’aospitare alla Reggia i lavori del G7 sicuramente costituice un prestigio ma non solo non serve all’economia locale ma, anzi, la penalizzerà non poco. E, in tempi di crisi, la prospettiva per i commercianti non è affatto allettante.

Nella lettera inviata anche anche ai ministri Marco Minniti e Calenda, al prefetto Saccone e al siundaco Falcone, il presidente dell’Ascom cittadino esprime, a nome degli associati, tutta la preoccupazione per i disagi causati dal G7 che si ripercuoterebbero in tutta la città. Si legge nella missiva: soprattutto per le attività del centro storico che saranno interessate dalle varie misure di sicurezza che limiteranno l’accesso dei clienti ed ultima ma non meno importante la chiusura al pubblico della Reggia per due settimane. Come è risaputo Venaria Reale è una città turistica e soprattutto le attività del centro storico vivono prevalentemente degli introiti generati dalla Reggia Sabauda, un fermo di questa entità rischia di far degenerare una situazione già critica per la crisi economica che ormai si protrae da anni, mettendo a repentaglio lo stipendio di circa 200 persone, suddivise su 50 aziende, che in questa zona della città vi lavorano percependo un reddito per il sostentamento loro e delle loro famiglie”.

“A tutt’oggi non abbiamo notizie sull’organizzazione generale dell’evento, sulla possibilità di lavorare con gli addetti ai lavori, sulla possibilità di mantenere attivo il commercio stanziale attraverso la fruibilità da parte dei clienti del centro storico, visto che quello forestiero sarà inesistente a causa della chiusura della Reggia. Le ultime due settimane di settembre sono molto importanti dal punto di vista economico. Un mancato incasso in questo periodo, che da sempre ha generato una scorta per l’inverno, andrà a minare la liquidità di tutte le aziende che vi operano creando una serie di disagi che si andranno a ripercuotere su tutto l’anno lavorativo”.

“Per poter approfondire le conseguenze sulle attività commerciali che un tale evento può far scaturire, abbiamo contattato i colleghi di Bologna, Lucca, Cagliari e Bari che questa situazione l’hanno vissuta in precedenza. Purtroppo le notizie apprese sono state molto sconfortanti per i disagi da questi subiti in termini di mancati incassi durante i due giorni dell’evento G7. Gli stessi disagi sono per noi una fonte di forte preoccupazione, poiché i giorni del G7 a Venaria saranno in totale 14. Per dare un’idea degli incassi che si rischia di perdere, abbiamo assunto informazioni in via non formale (siamo in un periodo di chiusura degli studi dei commercialisti, tenutari dei dati contabili) e facendo la media tra tutte le attività presenti sulla Via Andrea Mensa (servizi/forniture), l’importo del fatturato dell’anno 2016, per lo stesso periodo “19/09/2016 – 01/10/2016” si aggirerebbe sui 700 mila euro. A fronte di quanto sopra esposto, vi chiediamo di prendere in considerazione la possibilità di prevedere un fondo di indennità da erogare alle aziende in caso di mancati incassi così da scongiurare gravi danni economici e qualora si ipotizzasse una chiusura totale di queste, per mancata possibilità di lavoro, di istituire una cassa integrazione speciale strettamente per il periodo in questione ad indennizzo di tutti i lavoratori”.

“Certi che comprenderete la nostra difficile situazione, Vi ringraziamo per l’attenzione ed in attesa di un Vostro cortese riscontro cogliamo l’occasione per comunicarVi tutta la nostra disponibilità ad un incontro per meglio approfondire le tematiche esposte”. La lettera è stata inviata. Si attende adesso un sollecito riscontro delle istituzioni.

 

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