Venaria, condannata a due anni la dottoressa che faceva la spesa durante il turno di guardia medica

Venaria

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17/05/2017

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E' stata condannata in primo grado a 25 mesi di reclusione la dottoressa accusata dalla procura di Ivrea di interruzione di pubblico servizio, peculato e rifiuto di atti d’ufficio

Il giudice monocratico del tribunale di Ivrea Elena Stoppini ha condannato a una pena di 2 anni e un mese di reclusione per interruzione di pubblico servizio, peculato e rifiuto di atti d’ufficio la dottoressa Irene Medori, 62 anni di Venaria che secondo l’accusa si assentava dal lavoro che prestava in qualità di guardia medica per andare a fare la spesa al supermarket e spesso con l’auto di servizio dell’Asl To3. Tra l’altro nel corso del dibattimento penale è emerso che l’imputata in più occasioni di era rifiutata di effettuare delle visite a domicilio e di prescrivere farmaci.

Il pubblico ministero aveva chiesto nell’arringa finale una pena di sette mesi ma il giudice ha invece valutato che la condanna doveva essere decisamente più elevata. II giudice ha altresì stabilito che la dottoressa debba versare una provvisionale (immediatamente esecutiva) di ventimila euro da versare all’Asl To3 per il danno di immagine causato all’azienda sanitaria locale (rappresentata dall’avvocato Andrea Castelnuovo) e il rimborso delle spese processuali. La procura aveva contestato al medico, tra gli altri capi d’accusa di essersi rifiutata di prescrivere dei farmaci a un’anziana paziente affetta dal terribile morbo di Parkinson che non poteva alzarsi dal letto: in quel caso la dottoressa era stata chiamata dai famigliari dell’ammalata affinchè somministrasse alla donna la terapia antalgica.

Di fronte al diniego di Irene Medori i parenti della paziente hanno sporto una denuncia che ha originato prima l’inchiesta e poi la condanna al termine del procedimento giudiziario. Gli episodi che la procura eporediese ha contestato alla professionista risalirebbero tra il 2014 e il 2016.

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