Valle Orco: Ceresole Reale e Noasca hanno di nuovo l’ambulanza grazie a una nuova norma regionale

Ceresole Reale

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10/11/2018

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La delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta regionale piemontese, su proposta della consigliera Stefania Batzella modifica le precedenti restrizioni a vantaggio di abitanti e turisti

Ha più di 15 anni di età, ma non così tanti chilometri sul groppone da rimanere inutilizzata in un garage come prevedeva una norma regionale che impediva alle autoambulanze immatricolate da oltre 15 anni di essere utilizzate. La delibera approvata nei giorni scorsi dalla Giunta regionale piemontese, su proposta della consigliere regionale Stefania Batzella, esponente di Movimento Libero e Indipendente modifica di fatto le restrizioni finora in vigore. In questo modo i volontari del soccorso di Ceresole Reale e Noasca potranno continuare la loro attività di pubblica utilità. A tirare un sospiro di sollievo per l’adozione del provvedimento sono anche gli abitanti dei centri turistici della Valle Orco che potranno continuare a fare affidamento a un servizio di fondamentale importanza.

Lo scorso mese di marzo la consigliera Batzella aveva presentato in Consiglio regionale un’interrogazione nella quale spiegava che proprio a causa di questo limite contenuto nella delibera i volontari del soccorso di Ceresole e Noasca erano stati costretti a tenere fermo un mezzo immatricolato nel 2003, ma che aveva percorso poco meno di 40mila chilometri e aveva superato positivamente tutti i controlli periodici di revisione.

Successivamente l’esponente politico regionale aveva presentato anche un ordine del giorno proprio perché la delibera venisse modificata tenendo in considerazione non solo la data di immatricolazione, ma anche il chilometraggio effettuato dalle ambulanze.

“Da tempo chiedevo all’assessore alla Sanità di modificare la delibera regionale n.45/2007 con cui si stabiliva al punto 5.12 dell’allegato A che le autoambulanze potevano essere utilizzate per le attività di trasporto infermi al massimo per 15 anni a far data dalla prima immatricolazione spiega Stefania Batzella -. Successivamente a questa data non poteva più essere rilasciato il certificato di idoneità sanitaria dall’Asl. Ora questa norma è stata modificata ed è una grande vittoria soprattutto per i piccoli territori, che hanno a disposizione sempre pochi mezzi”.

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