Finanza: sacerdote subaffittava edificio ottenuto a canone agevolato. Denunciato

Usseglio

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29/06/2018

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Il religioso, titolare di una parrocchia marchigiana aveva trasformato l'ex caserma "Rocciamelone" in una base turistica. Pagava 2mila euro al mese e ha causato un danno erariale di 200 mila

Denunciato per aver percepito erogazioni ai danni dello Stato: a finire nei guai è stato un sacerdore che affittava dell’ex caserma “Rocciamelone” situata in frazione “Villaretto” del comune di Usseglio: in sostanza il sacerdote subaffittava l’immobile, di propeirà demaniale, affittato a canone agevolato e lo aveva tassformato in una base per tour turistici nell capitali europee anzichè realizzare campi estivi pòer i ragazzi e per coloro che averebbro dobvuto effettuare esercizi spirituali. L’edificio, che si estende per oltre 7mila materi quadrati e può ospitare fino a 120 persone.

La parrocchia marchigiana che lo aveva affittato per 2 mila euro all’anno grazie alla normativa che gli enti religiosi possono sì usufruire di un canone agevolato corrispondente al 10% del valore del canone di mercato, a condizione che la struttura venga utilizzata, senza alcun scopo di lucro, a fini culturali e formativi. I Finanzieri della Tenenza di Lanzo hanno accertato nel corso delle indagini che, per ottenere il considerevole sconto dall’Agenzia del Demanio di Torino, il parroco aveva presentato dichiarazioni non veritiere. E non è tutto: gli agenti della Guardia di Finanza hanno inoltre scoperto come l’ex Caserma veniva, in modo per niente affatto occasionale, sub affittata ad altre persone e utilizzata come sosta intermedia nell’ambito di itinerari compresi in pacchetti turistici orientati verso diverse capitali e città europee (un esempio, soggiorno a Usseglio e 4 giorni a Berlino, Parigi e addirittura in Cornovaglia).

In definitiva le indagini hanno consentito di appurare che oltre alla violazione che vietano la sub concessione di beni immobili di proprietà dello Stato il danno causato alla comunità dal comportamento illecito del sacerdote ammonterebbe a circa 200 mila euro. Il religioso è stato denunciato alla procura della Repubblica di Ivrea con l’accusa di indebite percezioni di erogazioni ai danni dello Stato ed è stato segnalato alla procura regionale della Corte dei Conti di Torino.

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