Trapianto di polmoni a cuore fermo al “Maria Vittoria”. Il donatore è un 40enne canavesano

Canavese

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16/10/2018

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Primo caso in Piemonte. L'uomo stroncato da un infarto fulminante in un'azienda di Venaria. I famigliari hanno acconsentito con generosità all'espianto degli organi

Primato all’ospedale Maria Vittoria di Torino: l’équipe chirugica diretta dal professor Emilpaolo Manno ha eseguito, oggi, martedì 16 ottobre, il primo trapianto di polmone a cuore fermo, eseguito, cioè, senza il ricorso alla circolazione extracorporea. Il donatore è un autista canavesano di 40 anni, deceduto nella mattinata di oggi a causa di un infarto fulminante in un’azienda di Venaria nella quale stava lavorando. I tentativi rianimarlo effettuati dai sanitari del 118 si sono rivelati inutili.

Dopo il decesso i famigliari hanno dato il loro consenso all’espianto degli organi. E così una tragedia si è trasformata in un grande atto di generosità che ha salvato una vita che pareva dovesse spegnersi per sempre. E non solo: le cornee e gli altri organi espiantati potranno ridare un futuro a pazienti che attendono un trapianto.

“Due anestesisti rianimatori della mia équipe, i dottori Silvia Giorgis e Marco Basso, con l’infermiera specializzata Desireee si sono occupati del complicato iter di assistenza della salma per mettere in sicurezza l’organo da prelevare, sottoponendo innanzitutto il paziente deceduto a tac per escludere ogni eventuale patologia e garantirne l’idoneità al trapianto – ha spiegato il direttore del reparto di Rianimazione dell’ospedale Maria Vittoria di Torino -. Quindi lo hanno posto in modalità di assistenza respiratoria: una pressione positiva continua, che consente di mantenere gli alveoli polmonari aperti, in modo da evitare il collasso polmonare in assenza in battito cardiaco”.

Successivamente  i cardiochirurghi Erika Simonato e Matteo Marro della Città della Salute hanno eseguito in blocco il prelievo di cuore e polmone.

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