Sugli incendi la Lega Nord Canavese innesca le polemiche: “Governo e Regione in ritardo”

Cuorgnè

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02/11/2017

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Affondo politico de segretario provinciale del Carroccio che sottolinea il grande impegno e la professionalità dei soccorritori e denuncia l'assenza delle istituzioni

L’emergenza è stata fronteggiata e risolta grazie all’incredibile lavoro svolto dalle squadre antincendio e dei volontari che, per giorni, sono stati impegnati in una lotta che sembrava impari. Adesso che la situazione è decisamente migliorata, la Lega Nord accende il fuoco della polemica nei confronti delle istituzioni, che a giudizio di Cesare Pianasso, segretario provinciale della Lega Nord, nella gestione dell’emergenza (non ancora cessata) sono state latitanti. Il segretario provinciale del Carroccio non ha dubbi: il pericolo è stato sottovalutato e servivano fin da subito più mezzi e uomini.

“I vigili del fuoco, le squadre di anti-incendi boschivi e i volontari hanno fatto per giorni un lavoro incredibile, lottando senza tregua per salvare i boschi e le zone abitate dalla furia del fuoco – spiega Cesare Pianasso – Purtroppo, come spesso accade, abbiamo dovuto constatare l’assenza dello Stato e della Regione, che hanno affrontato il problema con superficialità. Il presidente Chiamparino doveva intervenire prima, dichiarando da subito lo stato di emergenza, richiedendo più uomini e mezzi per dare il cambio alle squadre impegnate giorno e notte sul fronte del fuoco. Appare poi evidente, in tutta la sua drammaticità, che l’accorpamento della Guardia forestale deciso con la riforma Madia sia stato quantomeno improvvido, perchè ha disperso un patrimonio di conoscenze ed esperienze che in occasioni come questa sarebbe stato fondamentale”.

Il tema della sottovalutazione del rischio e dell’estensione del fronte degli incendi aveva già innescato, dopo alcuni giorni polemiche stemperate, successivamente, dalla devastazione causata dagli incendi. Ora la Lega Nord Canavese ritorna sulle presunte responsabilità legate ad un’emergenza che rimane tale fino a quando la situazione nelle Valli Montane non si sarà normalizzata.

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