Strambino, picchiava e martoriava la compagna incinta: condannato a un anno e otto mesi

Strambino

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19/09/2016

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Dopo due anni di continue torture, la donna ha lasciato quell'uomo violento e ha trovato il coraggio di denunciarlo ai carabinieri

Era costretta a subire pratiche sessuali estreme. Incappucciata e legata al letto doveva subire, subire e ancora subire. Un continuo martirio che si è protratto per due anni. Prigioniera e assolutamente dominata da un compagno violento che la colpiva donna, con pugni, calci e cinghiate anche quando questa era incinta. Il giudice monocratico di Ivrea, Lodovico Morello, ha condannato l’uomo, un 51enne di Torino, alla pena di un anno e otto mesi di reclusione. Dopo aver sopportato ogni tipo di angheria, nel periodo compreso tra il 2009 e il 2011, la donna, 45 anni,  ha trovato il coraggio di denunciare il suo torturatore ai carabinieri.

E’ successo a Strambino, paese nel quale l’uomo, che aveva da poco lasciato la moglie, era venuto a vivere con la sua compagna. In aula. Nello svolgimento del processo penale, i fatti sono emersi in tutta la loro crudezza. Che la vittima fosse oggetto di nessuna considerazione da parte di quel compagno violento è stato dimostrato dal fatto che, dopo tre anni di intollerabile convivenza, la donna sarebbe stata allontanata dal compagno con l’inganno, per consentire all’uomo di tornare insieme alla moglie.

Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a due anni e due mesi di reclusione. Il giudice ha deciso diversamente e ha comminato la pena di un anno e otto mesi. Per tutta la durata del processo il legale che ha assistito l’imputato ha respinto ogni addebito.

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