Strage di Caselle: la Corte di Cassazione conferma gli ergastoli per Dorotea De Pippo e Giorgio Palmieri

Caselle

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20/07/2017

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Giorgio Palmieri e la moglie Dorotea De Pippo meritano l’ergastolo per l’efferata strage che costò la vita a tre persone: la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza d’appello per la coppia diabolica di Caselle. Dorotea De Pippo è stata ritenuta colpevole di aver ideato il triplice omicidio che costò la vita all’intera famiglia Allione presso la quale la donna prestava servizio in qualità di colf: quel fatidico 3 gennaio 2014 a perdere la vita furono Claudio Allione, 66 anni, la moglie Mariangela Greggio, 65 anni e la madre di Mariangela, Emilia Campo Dall’Orto di 93 anni. Sempre secondo i giudici della Corte d’Appello di Torino se Dorotea De Pippo di ideò il piano, il marito Giorgio Palmieri fu l’autore materiale del massacro compiuto con un pugnale.

Nella ricostruzione effettuata da investigatori e pubblica accusa a scatenare la furia omicida sarebbe stata la decisione assunta dalla famiglia Allione di licenziare Dorotea De Pippo. La mattina del 3 gennaio l’omicida si presentò davanti alla porta della villa in cui la famiglia Allione viveva, alla periferia del paese: la discussione degenerò prima in un violento alterco e poi sfociò nel triplice omicidio. Giorgio Palmieri raccontò ai carabinieri che lo arrestarono a casa di un amico, di aver ucciso per un debito contratto con la famiglia di 500 euro che non poteva restituire.

A salvarsi dalla mattanza fu il figlio della coppia, Maurizio Allione che quel giorni si trovava in vacanza in montagna insieme alla fidanzata e ad alcuni amici. Quest’ultimo, quel giorno, era in montagna con la fidanzata  e  alcuni amici. Prima di uccidere, stando alla ricostruzione effettuata dagli investigatori, il killer avrebbe bevuto un a tazzina di caffè sul quale è stato rinvenuto il Dna dell’assassino.

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