Sta male il reporter di Lanzo arrestato in Serbia. L’accorato appello della moglie per la liberazione

03/04/2018

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L'uomo è accusato di aver rapinato di tre euro tre afgani che, peraltro, lo hanno scagionato. Mauro Donato stava documentando il calvario dei profughi che attraversano la rotta balcanica

Sta molto male il fotoreporter di Lanzo Mauro Donato, arrestato dalla polizia serba lo scorso 16 marzo: i ripetuti interventi della Farnesina attraverso l’ambasciata italiana in Serbia non ha finora sbloccato la situazione. Mauro Donato, insegnante e fotoreporter rimane in cella per decisione dei giudici. Donato si era recato nel Paese balcanico per documentare insieme ad un collega giornalista la vita dei profughi che attraversano a prezzo di enormi sacrifici la rotta balcanica e l’attività degli operatori umanitari.

L’accusa con la quale il fotoreporter è stato arrestato è quella (infondata) di rapina aggravata (circa 3 euro) dall’uso della violenza ai danni di tre profughi afgani che, peraltro, lo hanno scagionato.

Ma a preoccupare la moglie Giulia e l’avvocato difensore Alessandra Ballerini sono le sue condizioni psico-fisiche di Mauro Donato causate dall’angoscia per essere stato incarcerato in un Paese straniero e accusato di un crimine che non ha commesso. Nei giorni scorsi la moglie si è recata in Serbia per incontrare il marito, seppure attraverso un vetro divisorio e lo ha trovato visibilmente provato.

La moglie Giulia, i parenti, gli amici e i colleghi del giornalista canavesano Mauro Donato esprimono tutta la loro preoccupazione per la detenzione prolungata nonostante, come sottolinea l’avvocato, sia chiara la sua estraneità alle accuse mosse nei suoi confronti siano state ampiamente smentite.

L’angoscia unita al peggioramento dello stato di salute del fotoreporter hanno convinto quanti hanno a cuore la sorte di Mauro Donato a chiedere alle autorità competenti di occuparsi di questa ancora incomprensibile e delicata vicenda con la dovuta solerzia e la massima attenzione.

 

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