Sparone: sull’ex Ims si spacca il fronte sindacale. Dura la Fim: “La Fiom ha due facce contradditorie”

Sparone Canavese

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31/03/2016

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In ballo ci sono oltre cento esuberi. Il gruppo Tiberina è disposto a trattare ma la Cisl e le Rsu rischiano di firmare da sole, com'era accaduto in passato, l'accordo

La priorità era quella di evitare che il Gruppo Tiberina di Roma, che aveva affittato, attraverso la consociata Mtd, il ramo d’azienda dall’Ims di Sparone, dichiarata fallita dal tribunale, procedesse con i licenziamenti collettivi per oltre cento dipendenti. Adesso, invece, a sorpresa, dopo l’incontro che ha avuto luogo qualche giorno fa tra Organizzazioni sindacali, l’assessore regionale al Lavoro Gianna Pentenero e i vertici del Gruppo Tiberina, il fronte sindacale di spacca in due. Da un lato la Fiom-Cgil e dall’altro la Fim-Cisl che si fanno la guerra a colpi di comunicati durissimi. E’ la Cisl ad attaccare la Fiom-Cgil. L’accusa non è di poco conto. Claudio Chiarle, segretario della Fim-Cisl di Torino e Canavese, accusa la Fiom di aver affermato che i firmatari avrebbero “ripristinato lo ‘schiavismo in FCA’ e poi chiede alla stessa azienda automobilistica che intervenga a salvare la Ims e contemporaneamente l’accusa di dare il lavoro anche all’ex stabilimento TRW di None, acquisito dal Gruppo Tiberina, dove, lo ricordiamo, ci sono dei lavoratori uguali agli altri”.

A giudizio di Claudio Chiarle la Fiom ha due facce “contradditorie”: già nel giugno del 2015 non aveva firmato l’accordo Ims, abbandonando di fatto le Rappresentanze sindacali al loro destino. Fu la Fim-Cisl ad assumersi la responsabilità di firmare l’accordo aziendale salvando in quel momento sia la continuità produttiva che i livelli occupazionali. “La Fiom prima non firma l’accordo per salvare le aziende e i posti di lavoro, come ha fatto in Alcar – rimarca Chiarle – poi, chiama in causa FCA che intervenga. Mi pare evidente l’uso strumentale dei lavoratori che sono secondari alle politiche della Fiom”.

Parole durissime che non possono non incidere sulle future trattative per salvare il posto di lavoro di 130 dipendenti dichiarati in esubero. “Forse la Fiom chiama in causa FCA perchè nei prossimi giorni, quando incontrerà FCA, potrà dire di avere ottenuto garanzie sull’Ims? – si chiede in conclusione Claudio Chiarle -. In Regione, Tiberina ha rassicurato sulle sue intenzioni: tutti i lavoratori saranno acquisiti insieme alla società e riteniamo anche che FCA garantirà il suo impegno, come sta già facendo. Chiudo formulando una domanda alla Fiom: sarà capace di giungere a un accordo con il Gruppo Tiberina per garantire l’occupazione? O toccherà sempre alla Fim, magari con le Rsu e i lavoratori firmare l’accordo mentre la Fiom fa la puritana?”. La polemica infuria e la cosa potrebbe non piacere a Sergio Marchionne che della FCA è l’amministratore delegato e principale fornitore dell’ex Ims di Sparone e Druento.

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