Sparone: la ditta che gestisce il servizio mensa a scuola dà forfait? E gli scolari vanno al ristorante

Sparone Canavese

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28/09/2016

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La decisione è stata assunta dalla sindaca Anna Bonino per evitare di tagliare un servizio che avrebbe arrecato disagi alle famiglie

Non c’è la ditta che gestisce il servizio mensa a scuola? E allora si va tutti al ristorante. Una soluzione, quella adottata dal Comune di Sparone, che non solo ha entusiasmato i quindici bambini che frequentano la scuola elementare, ma anche i genitori. La decisione della sindaca Anna Bonino di ovviare in questo inedito modo al forfait dichiarato in extremis (due giorni prima dell’inizio delle lezioni), della società che aveva in appalto la gestione della mensa scolastica costituisce un esempio unico. D’altro canto, come spiega la prima cittadina, la soluzione più ovvia sarebbe stata quello di tagliare il servizio rinunciando ai rientri pomeridiani che avrebbero creato non pochi disagi ai genitori.

L0 spettro dello spopolamento, unito alla necessità di mantenere in vita il plesso scolastico sparonese, ha indotto la sindaca a trovare una felice alternativa che accontenta tutti e salva capra e cavoli. E comunque al ristorante si va soltanto due volte la settimana. E allora, quando la campanella squilla, a mezzogiorno, sotto l’occhio attento delle maestre e del nonno vigile, (questa è stata la condizione posta dalla dirigenza scolastica di Pont Canavese per rilasciare l’autorizzazione), i ragazzi escono da scuola tenendosi per mano, percorrono neanche un centinaio di metri e fanno il loro ingresso trionfale al ristorante “Stella d’Italia”.

Naturalmente il pasto al ristorante è più costoso rispetto a quello della mensa scolastica ma anche per questo si è trovata una soluzione salomonica: a pagare la differenza sarà la l’amministrazione comunale, reinvestendo in questo modo una piccola percentuale dell’importo delle imposte pagate dai cittadini. Il costo pasto continuerà, quindi, a rimanere uguale a quello dello scorso anno per non gravare sui bilanci familiari.

E, d’altro canto, la sindaca sa benissimo che penalizzare la scuola comporterebbe il forzato trasferimento dei nuclei familiari a valle. Per quest’anno il Comune adotterà questa soluzione. Per il prossimo anno si vedrà cosa fare.

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