Sparone: i dipendenti Ims scioperano otto ore per difendere il posto di lavoro

Sparone Canavese

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17/03/2016

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Domani pomeriggio Fiom-Cgil e Fim-Cisl incontreranno l'assessore regionale al Lavoro Gianna Pentenero. La tensione è alta

Toccherà al curatore fallimentare decidere del destino di 130 dipendenti degli stabilimenti Ims di Sparone e Druento. Ieri a Torino, il curatore Fabrizio Torchio ha incontrato i dirigenti regionali della Fiom-Cgil e Fim-Cisl. La preoccupazione delle organizzazioni sindacali è reale: con il fallimento della Ims, ritorna in discussione anche il contratto d’affitto del ramo d’azienda sottoscritto tra la vecchia proprietà e la società Mtd che fa parte del Guppo Tiberina di Roma e che gestisce l’attività delle due unità produttive garantendo, in questo modo, i precedenti livelli occupazionali.

Il 15 marzo il curatore fallimentare aveva ricevuto dal Gruppo imprenditoriale romano una proposta di acquisto dello stabilimento di Sparone. Un’offerta che avrebbe garantito il lavoro a un centinaio di dipendenti e altri quaranta lavoratori nel reparto costruzione stampi. Si tratta di un’ipotesi legata alla capacità della società di acquisire commesse che ancora non ci sono.

In pratica gli esuberi dichiarati sarebbero 130 su 232 dipendenti. La società avrebbe altresì richiesto l’azzeramento degli accordi sindacali stretti a suo tempo con l’azienda. Fiom-Cgil e Fim-Cisl giudicano irricevibile la proposta avanzata dalla Mtd che prevede, inoltre, la chiusura dello stabilimento di Druento (poiché non è di proprietà dell’ex Ims). Una situazione più che critica che ha convinto le organizzazioni sindacali a indire otto ore di sciopero per domani venerdì 18 marzo sia a Sparone che a Druento e la convocazione delle assemblee dei lavoratori.

E non è tutto: Fiom. Fim e Rsu hanno richiesto un incontro urgente con l’assessore regionale Lavoro Gianna Pentenero che riceverà le OO.SS. Domani alle 14,30. L’intento è quello di chiede l’istituzione di un tavolo di lavoro congiunto con il Ministero del Lavoro per fare in modo che il Gruppo Tiberina “renda note le strategie industriali in Piemonte e in Canavese e per avere garanzie di continuità delle attività dei siti produttivi”. La speranza è che il rapporto di lavoro molto stretto che il Gruppo ha intrattenuto nel tempo con FCA, possa contribuire a individuare una soluzione che possa soddisfare entrambi le parti in causa.

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