Sosta a Chivasso, i “civich” multano i medici durante le visite domiciliari. E scoppia la polemica

16/05/2018

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Lo scorso anno il comune ha incassato un milione e mezzo di euro derivanti dalle multe. Esibire i pass sul parabrezza, ormai, non serve più. Chi commette infrazioni nel parcheggiare, paga. Pronta una lettera di protesta per il sindaco Castello

Multati mentre effettuano le visite domiciliari: tempi duri per i 25 medici di base in attività a Chivasso anche se espongono sul parabrezza il pass dove si spiega che in quel momento il meedico ha percheggiato per servizio anche al di fuori degli stalli a pagamento. E dopo mesi di tacita sopportazione i medici di famiglia, rendono pubblico il loro disagio per una situazione che sembra non avere vie di uscita. E da mesi, puntualmente, i medici di famiglia trovano sul parabrezza la multa comminata dagli agenti della polizia municipale o degli ausiliari del traffico alle dipendenze della GestoPark, la società che gestisce i numerosi parcheggi a pagamento. Versare nelle casse comunali 85 euro a colpo è decisamente fastidioso soprattutto per chi svolge un pubblico servizio come il medico di famiglia che si reca al domicilio dei pazienti impossibilitati a recarsi in ambulatorio.

Fino qualche tempo fa, presa visione del pass, i “civich” hanno sempre abbozzato e tirato dritto. Ma da qualche mese le cose sono cambiate e i professuionisti si vedono appioppare contravvenzione che vanno dagli 85 euro per un divieto di sosta e 35 euro se non si paga il ticket della sosta a pagamento. La polemica monta perchè le multe vengono affibiate anche sdurante l’orario di apertura degli ambulatori.

E guai a entrare nella Ztl: in questo caso le contravvenzioni comportano un salato esborso. I medici di famiglia si sono ripromessi di scrivere, nei prossimi giorni, una lettera di protesta indirizzata al sindaco di Chivasso Claudio Castello che può vantare un poco invidiabile primato: quello di aver fatto incassare al Comune, nello scorso anno, 1,5 milioni di euro derivanti dall’incasso delle contravvenzioni.

Il primo cittadino su questa spinosa questione allarga sconsolato le braccia: respinge l’accusa di aver dato disposizione alla polizia municipale di cassa “cassa” ad ogni costo, come taluni sostengono e conferma di non avere al momento una soluzione che possa andare incontro ai medici anche perchè, conclude, come si può appurare nel momento in cui viene accertata l’infrazione stradale che il medico sta svolgendo la sua professione? La sensazione è che la diatriba non sia affatto destinata a finire qui.

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