Sì Tav, anche i sindaci canavesani tra i 30 mila che hanno invaso piazza Castello a Torino

Canavese

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13/01/2019

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Tanti sindaci al flash mob per testimoniare la voglia di ripresa e di crescita economica di tutto il Nord Italia. Il presidente della regione Piemonte Chiamparino: se il governo dirà No alla Tav, il governatore chiederà al Consiglio Regionale di indire una consultazione popolare. La manifestazione, simbolo della protesta del Nord

In trentamila hanno nuovamente invaso, per la seconda volta in poco più di un mese, piazza Castello a Torino per dire Sì alla Tav Torino-Lione. All’appello delle sette “madamine” hanno risposto, nella mattinata di sabato 12 gennaio, ancora una volta in tanti, anche gli esponenti politici della Lega Nord, del Pd e di Forza Italia. Niente bandiere e simboli di partito, ma pettorine arancioni in un flash mob di protesta che ha mobilitato anche le 33 associazioni che rappresentano l’imprenditoria piemontese. Alta Velocità come sinonimo di crescita economica e sviluppo per l’intera Regione Piemonte e per tutto il Nord: alla manifestazione hanno preso parte anche 114 sindaci, molti dei quali amministrano comuni canavesani, come Cuorgnè, Rivara, Levone, Busano, Agliè, Montalenghe, Rocca Canavese, Ala di Stura, Cafasse, Cantoira, Lanzo, Cantoira, Pessinetto, Corio tanto per citarne alcuni. E poi erano presenti anche i sindaci di alcune città della Valle d’Aosta, della Liguria, dalla Lombardia e dal Veneto.

Sergio Chiamparino non ha dubbi: adesso che la tanto sbandierata analisi costi benefici c’è “il governo non ha più un alibi. Deve decidere. Se la Tav si farà sarà una grande vittoria per tutta la comunità. Se sarà no chiederò al Consiglio Regionale di indire una consultazione popolare per fare in modo che i cittadini possano esprimersi”. In mezzo alla folla erano anche presenti l’ex sottosegretario di Forza Italia Mino Giachino e il capogruppo della Lega Nord alla Camera Molinari.

E ancora: la vicepresidente della Camera la Dem Anna Rossomando, il parlamentare Andrea Giorgis, il segretario regione del Pd Paolo Furia, il governatore della Liguria Giovanni Toti, e i deputati “azzurri” Maria Stella Gelmini, Osvaldo Napo9li e Claudia Porchietto.

Corrado Alberto, presidente dell’Api, l’associazione datoriale che rappresenta e tutela le piccole e medio imprese sottolinea come anche in questa occasione si sia avuto la dimostrazione che a favore dell’infrastruttura ferroviaria non sono certo le consorterie di potere, ma dalla gente che lavora e che produce. “La Tav serve a tutti, non solo a Torino ma all’Italia e la presenza qui di centinaia di sindaci lo testimonia – ha dichiarato -. Noi continueremo a lottare non solo per la Tav ma per un progetto di sviluppo fatto di investimenti per un futuro di crescita sociale ed economica”.

Dal canto suo il ministro dei Trasporti, il pentastellato Danilo Toninelli il M5S è da sempre contrario alla realizzazione delle Grandi Opere) ha pubblicato su Facebook un post nel quale esprime la sua opinione: “Bella e civile la piazza di Torino per il Tav. Erano 10mila, 20mila persone? Bene, noi, come Governo, dobbiamo stare attenti ai numeri perché poi quell’opera dovrebbero pagarla in 60 milioni, Lampedusa compresa. E bisogna evitare fallimenti sia pubblici che privati, come avvenuto anche di recente, vedi il caso della linea Av tra Francia e Spagna che passa sotto i Pirenei e che era pure molto più economica.  Benvenute tutte le manifestazioni civili e democratiche. Il Governo ha però il dovere di usare al meglio i soldi di tutti gli italiani”.

Di “una piazza riempita per campagna elettorale, disinformata e utile solo a legittimare un ennesimo spreco di denaro pubblico” ha invece parlato il Movimento Non Tav. Allo stato attuale delle cose, pare che la strada verso il referendum popolare sia ormai spianata.

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