Settimo Torinese, perde il lavoro: donna di 46 anni si reca all’Inps e si dà fuoco negli uffici. E’ grave

Settimo Torinese

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28/06/2017

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Un gesto estremo dovuto alla disperazione e al fatto che non le veniva corrisposto l'assegno di disoccupazione. Da mesi l'ex addetta alle pulizie in un ristorante, aveva dovuto intentare causa per recuperare stipendi e Tfr

Aveva perso il lavoro un mese fa e per disperazione si è data fuoco negli uffici Inps di corso Giulio Cesare a Torino: adesso è ricoverata al reparto Grandi Ustionati del Cto di Torino. E’ un’altra, ennesima vicenda di ordinaria disperazione quella della settimese Concetta Candido, 46 anni, licenziata dal ristorante “BeFed” dove lavorava come addetta alle pulizie. La donna ha riportato ustioni sul 25% del corpo, 10% delle quali di terzo grado alle braccia, al volto e alle braccia. Dal mese di gennaio ad oggi non aveva percepito dall’Inps nessun sussidio di disoccupazione.

La settimese non soltanto era stata licenziata dall’oggi al domani ma aveva dovuto una causa per recuperare le stipendi arretrati. Ieri, martedì 27 giugno, si è recata negli uffici dell’Inps Torino-Nord, ha atteso pazientemente che arrivasse il suo turno e, quando l’impiegata le ha spiegato che per la sua situazione c’era poco o nulla da fare, si è cosparsa la testa e il corpo con dell’alcool contenuto in una bottiglietta e si è data fuoco.

E’ stato soltanto grazie al provvidenziale intervento di una donna che le ha gettato addosso un maglione e di un giovane italo-marocchino che ha spento le fiamme con un estintore, se Concetta Candido non ha riportato ustioni ancora più estese. In ogni caso la sua vita rimane appesa a filo: i medici temono che le ustioni al torace possano compromettere la funzionalità respiratoria.

Sulla vicenda è intervenuta anche la Cgil di Torino: “Il grave gesto di una donna disoccupata che si è data fuoco oggi nella sede dell’Inps di corso Giulio Cesare, a Torino, porta drammaticamente alla luce le difficoltà di chi, nella nostra città, continua a perdere il lavoro. Non solo le misure di protezione sociale sono state ridotte, ma le procedure – che rendono le persone un asettico numero di pratica – le lentezze burocratiche e la diminuzione del personale dell’Inps possono lasciare senza soldi per mesi coloro che ne hanno diritto. La signora Candido si era rivolta il 24 gennaio al patronato Inca della Cgil, e solo il 12 giugno l’Inps ha accolto la sua domanda, senza però – ad oggi – avere ancora liquidato quanto dovuto. Non solo è stata licenziata, ma è stata anche costretta ad avviare una causa per recuperare il pagamento di stipendi arretrati e del Tfr”.

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