I complici di Serena confessano: il rapimento Veyrac serviva per acquistare il “Coco Beach” di Nizza

Salassa

/

22/11/2016

CONDIVIDI

Dopo il fallimento del ristorante La Réserve, il canavesano pensava, con i due milioni di euro richiesti per riscatto, di acquistare un altro noto locale nizzardo: il "Coco Beach"

Alla fine, dopo venti giorni trascorsi nelle celle del carcere di Nizza, i complici di Giuseppe Serena non hanno retto alla pressione causata dagli interrogatori dei magistrati francesi e hanno confermato quello che già si supponeva: l’ex assessore di Salassa e disinvolto uomo d’affari sarebbe stata la mente del sequestro dell’imprenditrice Jacqueline Veyrac, 76 anni, rapita in pieno giorni da alcuni uomini mascherati che l’avevano caricata su un furgone e che si erano precipitosamente dati alla fuga. La ricchissima donna, la “Regina del turismo del lusso” d’Oltralpe era stata ritrovata due giorni dopo a bordo di un furgone a pochi metri dalla sua abitazione. In un primo momento si era pensato che il movente del rapimento fosse legato a una vendetta: Jacqueline Veyrac, infatti, era la proprietaria del famoso locale “la Réserve” di Nizza: la gestione, assunta dal canavesano, era durata poco più di due anni. Poi fu decretata la liquidazione fallimentare e il locale era ritornato nelle mani della ricca imprenditrice.

I membri dell’improvvisato “commando” sono crollati di fronte alle insistenze dei magistrati: si è così appreso che l’obiettivo del sequestro lampo era quello di raccogliere la somma necessaria per acquistare un altro noto locale , il “Coco Beach” di Nizza. A chiusura delle indagini la polizia francese e gl’inquirenti hanno illustrato nel corso di una conferenza stampa tutti gli aspetti da chiarire, confermando, nel contempo, che tutti e cinque i complici che facevano parte della raffazzonata banda di sequestratori era stati stati arrestati. Giuseppe Serena, ex amministratore comunale ed ex membro del Comitato di Gestione dell’Ussl in quota socialdemocratica, conosciuto in mezzo Canavese per la sua disinvoltura nel condurre gli affari, nonostante fosse stato interdetto dalla gestione di locali pubblici dopo il primo fallimento, aveva deciso di ritornare sulla cresta dell’onda.

Per acquistare il “Coco Beach” Giuseppe Serena aveva bisogno di due milioni di euro. La medesima cifra indicata in sms inviato da un cellulare usato dall’organizzazione criminale a una persona molto vicina alla famiglia Veyrac, che ha sempre negato di aver pagato alcun riscatto. Comunque sia, la posizione giudiziaria di Serena è estramente delicata, molto più dell’accozzaglia di discutibili sicari che aveva assoldato per portare a termine un rapimento da operetta, anche se l’uomo, nella solitune della sua cella continua a proclamarsi innocente.

Dov'è successo?

Leggi anche

12/08/2020

Coronavirus in Piemonte: oggi, mercoledì 12 agosto sono 2 i morti, 36 i pazienti guariti e 42 i nuovi contagi

L’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi […]

leggi tutto...

12/08/2020

Tragedia in Val d’Aosta: escursionista 81enne di Montalto Dora muore durante un’escursione

Tragedia in Val d’Aosta: escursionista 81enne di Montalto Dora muore durante un’escursione. Ha perso la vita […]

leggi tutto...

12/08/2020

Canavese: Joachim Oberhauser e Silvia Buzzi Ferraris vincono i Campionati di Parapendio

Canavese: Joachim Oberhauser e Silvia Buzzi Ferraris vincono i Campionati Italiani di Parapendio. Grazie a una […]

leggi tutto...
made with by dsweb.lab | Privacy Policy