Sanità, il consigliere Comotto di “Viviamo Ivrea”: “Occorre un nuovo, grande, ospedale”

Ivrea

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27/11/2018

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Interminabili liste di attesa per visite specialistiche e prstazioni ambulatoriali, cronica carenza di personale medico e infermieristico. L'esponente politico chiede l'istituzione di una commissione in seno all'Assemblea dei sindaci

Un’assemblea dei sindaci per discutere le problematiche relativi alle strutture sanitarie territoriali e per istituire una commissione interna all’assemblea per definire l’ubicazione di un nuovo ospeddale territoriale che adesso si è rivelato indispensabiole. A chiedere in una mozione la convocazione dell’assemblea è il consisgliere comunale Francesco Comotto, capogruppo in Consiglio della lista “Viviamo Ivrea”. Che la realizzazione di un nuovo, grande presidio territoriale, sia oggi estremamente attuale, lo dimostrano i dati che il consigliere comunale eporediese snocciola nella mozione presentata e nella quale si pone l’accento sulla “fuga” di apprezzati professinisti sanitari verso altre azienda sanitarie.

Qualche esempio che riguarda l’ospedale di Ivrea: i medici in servizio nel reparto di Pediatria da nove si sono ridotti a quattro, compreso il primario del reparto. E che dire del servizio di cardiologia che è attivo grazie alla presenza dei medici provenienti dall’ospedale di Ciriè? E del fatto che nel 2009 erano in servizio 690 medici mentre adesso sono 662? La carenza di personale medico, mai affrontata dal vertici dell’Asl T04, rischia di riflettersi nella quantità e nella qualità dei servizi sanitari offerta all’utenza.

E poi c’è anche la carenza di personale infermieristico: a conti fatti, per completare la pianta organica oc correrebbero almeno 200 infermieri in più. Le problematiche da affrontare non sono poche e riguardano da un lato l’ormai cronico sovraffollamento di un presidio sanitario che dispone di spazi angusti e di investimenti corposi nell’assunzione di nuovo personale e per risolvere, nel contempo, le interminabili liste di attesa.

Ma per far questo sarà necessario istituire un percorso comune concertato con le associazioni di categoria degli operatori sanitari in genere, medici compresi, i vertici dell’Asl T04, il Tribunale del Malato e le altre associazioni del terzo settore che si occupano dei temi legati alla salute delle persone. Della realizzazione di un nuovo ospedale territoriale si parla da trent’anni ma a causa dei campanilismo dei sindaci non si è mai riusciti ad approdare a nulla. E con la scarsità di fondi e l’elevato costo che la costruzione di un presidio comporterebbe è ben difficile che l’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte autorizzi un progetto di così ampia portata.

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