Sanità: arriva l’infermiere di famiglia che affiancherà il medico di base nella cura dei pazienti

07/07/2020

CONDIVIDI

Il segretario regionale del Nursing Up del Piemonte e Valle d'Aosta Claudio Delli Carri: "Per avere un'idea di quanto l'infermiere di famiglia possa essere importante, basti pensare che in Germania dove l’impatto pandemico è stato di un decimo rispetto al nostro"

Affiancherà il medico di famiglia per assicurare una migliore assistenza sanitaria ai pazienti. È l’infermiere di famiglia ad assumere nella sanità territoriale un ruolo centrale. La scorsa settimana il sindacato Nursing Up ha incontrato per due volte il presiedente della Regione Alberto Cirio e con l’assessore alla Sanità della Luigi Icardi. Al centro degli incontri il ruolo dell’infermiere di famiglia all’interno della sanità territoriale piemontese che sarà interamente ridisegnata. L’infermiere di famiglia, spiega il Nursing Piemonte, è “una figura di professionista della sanità moderna, che collabora con il medico di famiglia, e che non è e non sarà mai un suo subalterno, concorrendo così ognuno con le sue competenze ad una maggiore e più incisiva offerta di salute, fondamentale nella gestione di emergenze quali quelle che abbiamo vissuto, fornendo un insostituibile raccordo tra rete territoriale e ospedaliera”.

Nel corso degli incontri l’organizzazione sindacale spiega di aver ribadito ai vertici regionali che nella strategia di riorganizzazione del sistema territoriale l’infermiere di famiglia, proprio per la sua fondamentale e insostituibile funzione di prossimità con il paziente, deve essere centrale. E, su questo punto nodale il Nursing Up ha ottenuto diverse rassicurazioni in merito.

Il Segretario Regionale Piemonte e Valle d’Aosta del Nursing Up, Claudio Delli Carri spiega: “La creazione dell’infermiere di famiglia è un grande passo avanti per la nostra sanità, concretizzando quello che può essere pensato come l’anello mancante della continuità assistenziale tra territorio e rete ospedaliera. Verrà creata questa figura, dunque, che non sarà subalterna o stemperata dalla funzione medica, ma avrà un suo profilo specifico e non un mansionario. L’infermiere di famiglia sarà, inoltre, un dipendente pubblico. Si tratta di un passo importantissimo per il miglioramento della cura dei pazienti sul territorio, ma anche per la sorveglianza di esso, che permetterà una diminuzione degli accessi ospedalieri e un miglioramento dell’efficienza di reazione anche a necessità eccezionali come nella pandemia”.

 

Il sindacalista ribadisce la soddisfazione del sindacato infermieristico per l’esito del dialogo instaurato con la Regione. “Contiamo sulle rassicurazioni avute in assessorato per lo sviluppo dell’infermiere di famiglia, che avrà un banco di prova importante, appena approvata la legge che ne definisce il profilo e la funzione specifica. L’evoluzione e la preparazione della nostra professione saranno garanti di questa nuova e più incisiva modalità di cura territoriale”.

Leggi anche

06/08/2020

Centri Diurni per anziani: via libera della Regione alla riattivazione, ma con limitazioni. Ecco quali

La Giunta regionale, su proposta degli assessori alla Sanità ed al Welfare, ha approvato oggi la […]

leggi tutto...

06/08/2020

Coronavirus in Piemonte: triplicati i contagi nelle ultime 24 ore. Un decesso. Venti le guarigioni

L’Unità di Crisi della Regione Piemonte comunica che, alle ore 17 di oggi, giovedì 6 agosto, […]

leggi tutto...

06/08/2020

Canavese: il Consiglio regionale approva il programma delle opere. Il nuovo ponte “Preti” si farà

Il Consiglio metropolitano ha approvato all’unanimità la seconda variazione al Documento unico di programmazione, che integra […]

leggi tutto...
made with by dsweb.lab | Privacy Policy