San Giusto, la villa di Assisi “torni alla collettività”. Interrogazione in Regione di Marco Grimaldi

San Giusto Canavese

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30/01/2019

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Il capogruppo in Consiglio regionale di Si-LeU: "È ormai acclarato come il Piemonte sia crocevia, snodo strategico delle mafie e del narcotraffico a livello mondiale. Colpire le ricchezze delle mafie è una delle strategie chiave per combatterle"

“La villa di San Giusto Canavese deve tornare al più presto alla collettività”. Lo afferma il consigliere regionale di Si-LeU in una interrogazione urgente indirizzata all’assessore Monica Cerutti. La villa è quella appartenuta a Nicola Assisi, l’imprendibile e presunto boss del narcotraffico internazionale che è stato confiscato dallo Stato. In una nota destinata agli organi di informazione si sottolinea che il 6 gennaio 2019, Libera Piemonte e Avviso Pubblico avevano lanciato un appello per la restituzione alla collettività della villa confiscata al narcotrafficante Nicola Assisi a San Giusto Canavese.

La residenza, infatti, è stata confiscata in via definitiva nel 2011 – quindi appartiene allo Stato – e data in gestione alla Anbsc, l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, competente per la sanificazione della struttura, che solo una volta resa agibile può cominciare l’iter per l’assegnazione, si legge nel comunicato.
Nel 2015, il Gico della Guardia di Finanza ha trovato e sequestrato 3,9 milioni di euro e 24 Rolex, sotterrati nel giardino, frutto di attività illecite. Tuttavia, dalla confisca ci sono voluti sette anni per liberare la villa dai familiari del criminale, che la occupavano nonostante l’espropriazione definitiva. Dallo sgombero sono ormai passati sei mesi, ma lo stabile è ancora abbandonato.

E ancora: la scorsa estate ignoti si sono introdotti nel bene posizionando due bombole di gas e appiccando un incendio con l’obiettivo, per fortuna non raggiunto, di farlo esplodere. Si è trattato chiaramente di una reazione della criminalità organizzata, che con quest’atto ha inteso manifestare la propria forza. Come ha ricordato l’Assessora, tra il 2017 e il 2018 la Regione ha stanziato 350 mila euro per i Comuni sedi di beni confiscati alle mafie.

“È ormai acclarato come il Piemonte sia crocevia, snodo strategico delle mafie e del narcotraffico a livello mondiale. Colpire le ricchezze delle mafie è una delle strategie chiave per combatterle, per questo molte voci si sono espresse affinché la legislazione sulla confisca dei beni sia perfezionata (legge 17 ottobre 2017, n.161) per rendere più veloci le fasi delle assegnazioni dei beni – dichiara il consigliere regionale Grimaldi -. Invece il Governo, con il ‘decreto sicurezza’, ha sostanzialmente avallato la vendita all’asta ai privati di beni confiscati alle mafie, il che va nella direzione opposta di una loro sottrazione sicura alla criminalità e riassegnazione alla collettività e a una destinazione sociale”.

“Abbiamo chiesto alla Regione – che ha condiviso le nostre preoccupazioni attraverso le parole dell’Assessora Cerutti – di fare di tutto per restituire finalmente la villa di San Giusto alla collettività, prima che cada nelle mani di qualche oscuro prestanome, e siamo contenti di avere ottenuto un impegno in tal senso”.

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