San Giusto: assemblea di Libera nella villa del boss Assisi. Don Ciotti: “Da qui riparte la nostra lotta”

16/06/2018

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Presenti numerosi sindaci canavesani, il prefetto Renato Saccone, il colonnello Emanuele De Santis, comandante provinciale dei carabinieri, Giancarlo Caselli e il presidente della Regione Sergio Chiamparino

Libera non si ferma e va avanti nel percorrere la strada della legalità e della lotta contro la mafia. Questo è stato in sintesi il leit motiv dell’assemblea che si è svolta nel pomeriggio di oggi, sabato 16 febbraio, a San Giusto Canavese nella villa sequestrata al boss del narcotraffico internazione Nicola Assisi. A motivare la decisione di tornare in Canavese è dovuta al fatto che nei giorni scorsi ignoti hanno cercato di dare fuoco al salone della lussuosa villa appartenuta al boss latitante.

All’assemblea hanno preso parte Don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione “Libera”, Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, il prefetto di Torino Renato Saccone, numerosi sindaci del Canavese, il comandante provinciale dei carabinieri di Torino Emanuele De Santis e l’ex procuratore di Palermo e Torino Giancarlo Caselli.

Se il tentativo di dar fuoco alla villa intendeva essere un gesto dimostrativo e intimidatorio, la decisione di spostare l’assemblea regionale di Libera a San Giusto, è la risposa della legalità contro l’illegalità. Il prefetto ha sottolineato che la presenza delle istituzioni di coloro che lottano quotidianamente contro la criminalità e l’illegalità, rappresenta in realtà la risposta dello Stato “che non è solo apparato ma è anche comunità. Dobbiamo lottare tutti insieme”.

Ma non è tutto: il funzionario, rappresentante territoriale dello Stato ha sottolineato che sarà prossimamente proposto un utilizzo temporaneo ma immediato di questo bene confiscato grazie al supporto di Libera perché il presidio è la forma migliore di prevenzione in assoluto. Se la mafia ha origini lontane non bisogna dimenticare che la mafia è ben presente nel tessuto sociale dove si è infiltrata lentamente e inesorabilmente.

Nel caso della villa appartenuta a Nicola Assisi non è in gioco l’assegnazione di una struttura, ha ricordato Don Ciotti, ma il diritto dei cittadini alle legalità e alla liberta, che sono un bene comune che non può essere minacciato. Da nessuno.

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