Rivarolo: la bonifica dell’ex Salp è quasi terminata. Ma rimane il simbolo dell’abbandono

Rivarolo Canavese

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30/09/2016

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L'immensa area è ancora deserta. Tutti i progetti faraonici proposti a suo tempo rimangono sulla carta per via dei costi. E il degrado, intanto, avanza

La bonifica dell’ex Salp di Rivarolo Canavese è quasi giunta al termine. Ancora qualche mese e l’area non presenterà più alcun pericolo. Lo annuncia Alberto Rostagno, sindaco di Rivarolo Canavese. Niente più sostanze tossiche e cromo esavalente (cancerogeno) nelle falde acquifere grazie a un’operazione di bonifica avviata dal Gruppo Boidi, proprietario dell’immensa area dove sorgeva la storica e grande conceria che, un tempo dava lavoro a circa oltre 400 dipendenti tra uomini e donne.

In realtà la bonifica, (le operazioni si sono rivelate più complesse del previsto) avrebbe dovuta già essere terminata. In ogni caso, la grande fabbrica che sorge all’ingresso della città, un tempo simbolo della grande vocazione industriale di Rivarolo sembra essere destinata a rimanere un rudere ancora per molto tempo. E pensare che sui quei 25 mila metri quadrati di superficie che a breve saranno sicuri al termine della bonifica, la società “Acquafresca Srl” che fa capo alla famiglia di profumieri Boidi aveva intenzione di realizzare progetti faraonici e che avrebbe dovuto rappresentare la Rivarolo del Futuro: oltre diecimila metri quadrati dedicati alla realizzazione di un grande centro commerciale con tanto di palestre, sala cinematografica e circa quindicimila metri quadri dedicati all’edilizia residenziale. Poi è scoppiata la “grana” dell’inquinamento e un’operazione di bonifica dai costi ingenti. Poi il Gruppo che decide di mettere in vendita il terreno a lotti pur di sbarazzarsene. A tutt’oggi non si è fatto ancora nulla.

La proprietà del terreno è rimasta nelle mani della famiglia Boidi. “Di tanto in tanto si ragiona con la proprietà di alcuni progetti – conferma il sindaco di Rivarolo Canavese Alberto Rostagno -. Ma in questi tempi investire comporta costi non da poco e alla fine non se ne fa nulla”. L’area dove sorgeva l’ex conceria era stata acquistata negli anni Novanta dalla società “Acquafresca Srl” per poco più di quattro miliardi di vecchie lire. Oggi quel terreno sarebbe stato valutato poco più di due milioni di euro ai quali si va ad aggiungere un milione speso per la bonifica degli acidi usati per decenni per la concia delle pelli. A conti fatti, in assenza di acquirenti, è probabile che l’ex Salp rimanga ancora chissà per quanto tempo, il simbolo di una decadenza acuita da una crisi economica senza precedenti che non ha risparmiato neanche il verde e ricco Canavese.

 

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