Rivarolo Canavese: sull’omicidio Pomatto i rilievi del Ris di Parma inchiodano Mario Perri

Rivarolo Canavese

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25/05/2016

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L'uomo è accusato di aver assassinato il felettese con un colpo di pistola alla nuca. Trovata polvere da sparo sul suo giubbotto

I sospetti a carico di Mario Perri, attualmente in carcere con l’accusa di essere l’assassino del felettese Pierpaolo Pomatto, si accentuano alla luce dei referti degli esami compiuti dagli specialisti del Ris di Parma che hanno rinvenuto la presenza di polvere da sparo sul tessuto del giubbotto indossato dall’uomo. Mario Perri si trova in una cella del carcere di Ivrea dopo l’arresto venuto il 12 febbraio scorso. Il Ris ha, tra l’altro, evidenziato alcune impronte e profili biologici del presunto assassino sull’auto della vittima. L’ipotesi è che l’auto sia stata utilizzata dall’accusato dopo aver compiuto l’omicidio.

Mario Perri, 56 anni, di Rivarolo Canavese ha fin da subito proclamato la sua estraneità ai fatti che la procura gli ha contestato, sostenendo che il giorno della morte di Pierpaolo Pomatto lo aveva incontrato fuggevolmente in auto e di averlo soltanto salutato e scambiato. Il cadavere di Pierpaolo Pomatto, una lunga sfilza di precedenti penali, era stato ritrovato riverso a lato di un canale di scolo della campagna in frazione Vesignano di Rivarolo. Era il 19 gennaio.

L’esame autoptico eseguito dal medico legale aveva evidenziato che l’uomo sarebbe stato ucciso la sera precedente con un colpo di pistola sparato alla nuca. Il proiettile era fuoriuscita, come ha appurato il medico legale, dalla gola, provocando un largo squarcio. L’arresto di Mario Perri si basava sull’analisi dei tabulati telefonici e da alcune testimonianze ritenute determinanti.

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