Rivarolo Canavese: si cerca una soluzione per il bambino autistico isolato in classe

Rivarolo Canavese

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09/03/2016

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La famiglia ha presentato una denuncia in procura e un esposto al Provveditorato. Adesso si cerca di risolvere il problema del sostegno

Quella del bambino autistico che frequenta la prima classe della scuola elementare “Gibellini-Vallauri” di Rivarolo, isolato dai compagni di classe e dall’insegnante a causa della sindrome di Asperger, è una di quelle vicende destinate a far discutere. I genitori hanno presentato una denuncia in procura a Ivrea e un esposto al provveditorato agli Studi di Torino e sono più che mai decisi ad andare fino in fondo a questa storia di presunte umiliazioni inferte al bambino di sei anni. Umiliazione che è culminata qualche giorno fa allorché al termine delle lezioni l’insegnante (che vanta un’esperienza ultradecennale) ha convocati i genitori in classe e di fronte agli altri alunni avrebbe raccontato le presunte “malefatte” compiute in classe dal figlio.

Un’ulteriore episodio negativo, sia per il bambino affetto dalla sindrome di Asperger che per i genitori, sfociato nella denuncia e nell’esposto. Lo scolaro avrebbe avuto bisogno di una maestra di sostegno che non è stato possibile reperire perché la certificazione sanitaria attestante i problemi di salute del bambino è giunta ad anno scolastico iniziato, quando non sarebbe più stato possibile ovviare al problema. Il dirigente spiega che la procedura prevista è stata adottata. A seguito della richiesta avanzata dal dirigente Alberto Focilla,  il Provveditorato avrebbe risposto, tramite una circolare, che era impossibile implementare il numero degli insegnanti di sostegno per le richieste prevenute dopo il 30 ottobre. Il dirigente ha cercato di ovviare fino a questo momento contando sulla disponibilità volontaria delle maestre.

Nel mese di febbraio a causa di alcune assenze dovute a malattia la scuola non è riuscita a garantire quotidianamente l’attività scolastica di sostegno. Il prossimo venerdì è stato fissato un incontro con i servizi socio-assistenziali attivi sul territorio, la famiglia (che si è dichiarata disposta al dialogo) e la maestra per trovare una soluzione che garantisca al piccolo di ricevere un’assistenza più costante. Per l’inizio del prossimo anno scolastico la situazione dovrebbe cambiare in positivo per tutti.

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