Rivarolo: il Rotaract in campo per combattere il drammatico fenomeno del femminicidio

Rivarolo Canavese

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02/10/2016

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Nel primo semestre del 2016 le donne uccise da mariti e findazati gelosi sono state 55. Un fenomeno indegno di un Paese civile e inaccettabile dal punto di vista morale

Una mattinata dedicata al drammatico fenomeno del femminicidio. Ad organizzarla sono stati i giovani membri del Rotaract di Cuorgnè e Canavese che, nella giornata di sabato 1° ottobre in collaborazione con il “telefono Rosa” e le volontarie Silvia e Lella e nell’ambito del Progetto itinerante Apin Up To Us ideato dai soci del Distretto Rotaract  2031, hanno fatto in modo che il camper “Vicino a Te” sostasse dalle 9,00 alle 13,00, nella centralissima piazza Chioratti. Lo scopo? Quello di fare informazione su un fenomeno in continua crescita. Il gazebo allestito dai giovani soci del Rotaract canavesano è stato anche visitato anche dal sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno. La campagna di sensibilizzazione ha riscosso l’interesse di molti rivarolesi.

I numeri d’altro canto parlano chiaro e sottolineano come la violenza compiuta sulle donne avvia una rilevanza sociale che è sfociata nell’emergenza, nonostante l’approvazione della legge sulla violenza di genere. Ma qualcosa non funziona nella legge perché l’obiettivo di prevenire gli omicidi e proteggere le vittime in molti casi non è stato raggiunto. In genere si pensa che il femminicidio sia colpa delle donne ed è per questa ragione che la violenza sulle donne continua a mietere vittime.

Nei primi cinque mesi del 2016 le donne uccise in Italia da mariti e ex fidanzati sono state 55 contro le 63 dello stesso periodo del 2015. In dieci anni le donne uccise sono state 1.740. Di queste 1.251 sono state uccise all’interno della famiglia, 846 per mano di un fidanzato e 224 donne sono state assassinate da un ex marito o un ex fidanzato.

Nella maggior parte dei casi il movente è passionale e sempre nella maggior parte dei casi è stata usata un’arma da taglio. La campagna di sensibilizzazione attuata dai giovani del Rotaract Cuorgnè e Canavese, presieduto da Michele Uberti, si è posto l’obiettivo di diffondere la cultura che la violenza contro le donne, non solo costituisce reato, ma è incompatibile con una società civile.

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