Rivara: il Museo d’Arte Contemporanea ospita una pregevole esposizione di quindici artisti cinesi

Rivara

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25/04/2016

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La tradizione della millenaria arte imperiale si sposa e si evolve nella poetica realtà delle cose quotidiane. Passato e futuro coesistono in un equilibrio informale

Il museo d’Arte Contemporanea del castello di Rivara, il Beijing Shixin Zhaode Culture and Art Co. e Artopia, in collaborazione con Pace Gallery Beijing, il Mao Space, la Seed Gallery, la Boers-Li gallery, la Galerie Urs Meile, il Beijing Commune, la Between Art Lab e con il patrocinio di Regione Piemonte e Torino Città Metropolitana, ospita una pregevole esposizione, patrocinata dalla Regione Piemonte e dalla Città Metropolitana, di opere realizzate da talentuosi artisti cinesi. La mostra, curata dal direttore Shi Jian, è stata inaugurata ieri, 24 aprile e chiuderà i battenti il prossimo 18 giugno.

Nella Cina degli ultimi decenni l’arte contemporanea vanta una rapida e notevole evoluzione: questa inizia ad affacciarsi ad Ovest, sebbene il mondo occidentale non ne sia ancora pienamente al corrente.

Nella mostra intitolata “Utopia & Beyond” vengono presentate le opere di 15 artisti tra loro molto differenti, con il fine di illustrare i risultati delle ricerche delle nuove generazioni per fornire al pubblico delle prospettive artistiche e dei punti di vista unici sul panorama della Cina contemporanea. La mostra prevede l’esposizione di circa cinquanta opere, tra le quali pitture ad olio, chine, opere a tecnica mista e video installazioni.

Sotto la tematica “Utopia & Beyond-Utopia e oltre”, la mostra indaga il recupero della memoria dell’estetica della tradizione ad opera dalla nuova generazione di artisti, la ricerca contemporanea sul vuoto e sull’insignificanza dell’arte, l’indagine sulle metafore politiche, la contemplazione delle problematiche sociali, e molto ancora.

Attraverso l’utilizzo creativo del “rubbing” di Deng Dafei, o l’accattivante gioco di luci nei video di Shizheng, il tentativo di He Xun di ricercare dettagli al contempo assurdi e poetici nella realtà, le atmosfere melancoliche che Haibo inscena nelle sue immagini, l’insostenibile senso di fragilità a cui Ma Qiusha sottopone il pubblico, il senso di gioia – puramente sperimentale – che Xuefeng e Jin Jinghong ricercano nelle linee e nelle pennellate, o l’equilibrio raggiunto da Qui Xiaofei tra sogno e interiorità, queste opere ambiscono a destrutturare e incrinare il peso della realtà: improvvisamente, la bellezza approda nelle nostre vite e si trattiene per un po’, permettendoci d’intravedere uno scorcio di utopia dell’arte.

Altre opere svelano invece uno sguardo incerto, se non del tutto torvo e pessimistico, sulla realtà contemporanea: Xiuzhen trascende singoli elementi e cerca di affermare alcuni valori personali all’interno della sfera pubblica; il lavoro di Meng Yangyang mette a confronto le intime solitudini; Liang Manyong utilizza immagini infantili di mostri come pretesto per illustrare l’incertezza della vita; Ding Shiwei delinea metafore politiche attraverso pennellate cupe a cariche di disperazione; Yang Rui utilizza i conflitti religiosi con la lotta interiore; Shi Yiran volge lo sguardo ai momenti piacevoli della vita tramutandoli e “congelandoli” in attimi di tristezza e analogamente la ricerca di Cheng Ran sconfina nei rimorsi e in quella parte irraggiungibile nel cuore di ognuno.

Il senso di costrizione alla solitudine e alla disperazione riecheggiano la realtà della Cina contemporanea: questo non deve necessariamente essere associato alla condizione politica ma riflette alcune delle agitazioni in essa celate.

Utopia può essere un’eterna terra di beatitudine, un paradiso di bellezza, o un’illusione.

Dietro, alzando il sipario, risiede il mondo dell’Arte, dove presente, passato e futuro coesistono e in cui vige una sorta di equilibrio informale.

In questo mondo si notano le tensioni apportate dalle nuove generazioni di artisti cinesi: appaiono come poli separati ma sottilmente interconnessi, e tutti radici essenziali della storia e della realtà cinese. In questo mondo giace in silenzio il potere segreto dell’Arte contemporanea cinese alla volta de “L’Utopia dell’Arte”.

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