Rapimento Veyrac: per gl’inquirenti francesi Giuseppe Serena sarebbe il mandante del sequestro

Salassa

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31/10/2016

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In paese non si parla d'altro e si racconta che amasse i soldi e la bella vita. La comunità si stringe intorno ai famigliari, stimati e rispettati

A Salassa non si parla d’altro. Il fermo di Giuseppe Serena avvenuto venerdì in relazione al rapimento della celebre imprenditrice di Nizza Jacqueline Veyrac, sequestrata lunedì scorso e ritrovata due giorni dopo, non ha suscitato più di tanta sorpresa in paese. Salassa è un comune di poco oltre mille e seicento abitanti. Qui, come succede nelle piccole comunità ci si conosce tutti e parte degli abitanti sono imparentati tra essi. Giuseppe Serena, 63 anni, ex assessore in quota Psdi in comune a Salassa negli anni Ottanta e membro del comitato di gestione dell’Ussl (l’allora Unità sanitaria locale), è conosciuto da tutti.

Un’esistenza sregolata lo ha portato da quasi quindici anni lontano dal paese canavesano in cui è nato e cresciuto. Gli stessi pareti confermano che in paese si faceva vedere molto di rado. Una volta l’anno quando andava bene. L’ultima volta che il fratello, nipoti e cugini lo hanno visto è stata in occasione del funerale della madre. Poche parole di circostanza e da allora di lui non si sono avute più notizie, fino a quando lo scorso sabato si è saputo che la polizia francese lo aveva fermato, insieme ad altre otto persone, tra i quali il conosciuto paparazzo dei Vip denominato “TinTin”, come presunto mandante del rapimento. Un sequestro che presenta non pochi lati oscuri e che il procuratore capo di Nizza sta cercando di chiarire in ogni suo aspetto.

La convinzione che si sta facendo strada negli inquirenti è che l’uomo abbia agito per vendicarsi del fatto che, dopo il fallimento, avvenuto nel 2009 della gestione del celebre ristorante La Réserve di Nizza, Jaqueline Veyrac, che è anche presidente del consiglio di amministrazione del Grand Hotel di Cannes, si era riappropriata del locale. La famiglia di Giuseppe Serena a Salassa è molto stimata e il rammarico della gente è soprattutto rivolto per i parenti. Giuseppe Serena era figlio dei proprietari della storica tabaccheria di Salassa. Persone conosciute e apprezzate per l’onestà e per la dedizione al lavoro, così come lo è il fratello. Giuseppe Serena, invece, amava la bella vita, i soldi facili, il successo. Una smania che lo ha portato quasi vent’anni fa a Nizza in Costa Azzurra, la capitale costiera del lusso internazionale, la città dove tutto è possibile se ci sai fare: nel 2007 Giuseppe Serena acquisisce la gestione, insieme allo chef finlandese Jouni Tormanen del ristorante Le Réserve ma dopo due anni deve fare i conti con la liquidazione fallimentare. “Di lui sapevamo poco o nulla – racconta un parente -. Non sapevano neanche che non avesse più la gestione del ristorante. Questo sta a dimostrare quanto radi fossero i rapporti che aveva con la famiglia”.

Giuseppe Serena è in carcere a Nizza, in attesa che il suo ruolo nel sequestro della ricca ereditiera francese sia definitivamente chiarito. La comunità salassese, intanto, si stringe intorno al fratello e alla famiglia, per attestare tutta la propria vicinanza e simpatia.

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