Punto nascite di Cuorgnè: Rostagno e Pezzetto mobilitano i sindaci

Canavese

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01/08/2015

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Il governo sarebbe propenso a rivedere la soglia del numero dei parti per le zone disagiate e i sindaci canavesani scendono in campo

L’obiettivo è strategico e questa volta in sindaci di Rivarolo Aberto Rostagno e di Cuorgnè Beppe Pezzetto hanno intenzione di andare fino in fondo e verificare una volta per tutte, se è possibile riaprire il punto nascite presso l’ospedale di Cuorgnè.

La chiusura del reparto di Ostetricia, decisa poco meno di un anno fa qualche anno fa, aveva suscitato una sollevazione di massa, soprattutto tra le popolazione femminile con tanto di raccolta firme. Una protesta che, purtroppo, non era servita a nulla dato che il numero di parti era al di sotto della soglia prevista dal decreto legge.

La notizia, recentissima, che il sottosegretario alla Sanità Vito De Filippo, in risposta a un’interrogazione presentata in Parlamento dal Movimento Cinque stelle, si è dichiarato disponibile ad aggiornare la normativa vigente laddove si riferisce ai punti nascita nelle zone disagiate e montane anche se al di sotto dei 500 parti annui, ha convinto il sindaco Rostagno in qualità di portavoce dell’Area Omogenea del Canavese Occidentale e il collega Pezzetto in qualità di primo cittadino della città che ospita la struttura ospedaliera (in accordo con il vice portavoce Maurizio Giacoletto), a prendere carta e penna e scrivere a nome di tutti i sindaci una lettera inviata all’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta e al direttore generale dell’Asl To4 Lorenzo Ardissone.

Ecco il testo integrale della missiva: “Gli organi di Stampa in questi giorni hanno evidenziato la risposta data in Parlamento dal sottosegretario alla sanità On. Vito De Filippo ad un’ interrogazione inerente la revisione degli standard fissati nell’accordo Stato – Regioni in relazione ai punti nascita nelle zone montane e disagiate. Il sottosegretario ha espresso la possibilità di rivedere i requisiti dei punti nascite con meno di 500 parti all’anno in territori “disagiati”. Alla luce dell’intervento dell’esponente del governo, considerato che le scelte programmatorie e organizzativo/gestionali in tema di sanità sono in carico alle Regioni, valutato che l’Ospedale di Cuorgnè è considerato di area disagiata, chiediamo anche a nome di tutti gli amministratori del territorio, che venga valutata, discussa e condivisa qualsiasi opportunità che consenta di riportare nel Canavese Occidentale e quindi nel plesso ospedaliero dell’Ospedale di Cuorgnè, il punto nascite chiuso alcuni mesi fa’. L’Ospedale di Cuorgnè garantisce gli standard qualitativi di efficienza e appropriatezza che permetterebbero la riapertura del reparto di Ostetricia e Ginecologia, presidio fondamentale per un intero territorio”.

La parola adesso passa all’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta che dovrà esprimere un parere vincolante sulla vicenda e assumere le opportune decisioni.

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