“Produrre ricchezza, ridistribuire il reddito”: dibattito della sinistra riformista sull’occupazione

Torino

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18/06/2017

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Ai lavori, oltre a numeroso pubblico attento e partecipe e parecchi esponenti della politica regionale, hanno preso parte gli onorevoli Bobo Craxi e Giorgio Benvenuto, il presidente della Toscana Enrico Rossi, il responsabile delle pubbliche relazioni dell'Api Roberto Arfinengo. L'incontro, organizzato dalla'assessore settimese Nino Daniel è stato moderato dal giornalista Francesco Sermone, direttore responsabile del quotidiano on line "Canavesenews.it"

Il ruolo della politica nel contesto generale dell’economia nazionale, la crisi del lavoro, l’assenza di prospettive sulla tenuta produttiva e una più stretta collaborazione tra scuola e mondo del lavoro che consenta di creare per i giovani nuove prospettive occupazionali: di questi temi e di politica si è parlato nel convegno dal titolo “Produrre ricchezza, ridistribuire il reddito” patrocinato dal coordinamento provinciale di Torino del Movimento Democratico e Progressista dall’Area Socialista, dal movimento “Democraticisocialisti” e dall’associazione “Riccardo Lombardi” che ha avuto luogo venerdì 16 giugno al “Cecchi Point” di via Cecchi a Torino.

L’evento è stato organizzato da Nino Daniel, assessore alla Mobilità, Viabilità e Manutenzioni urbane del Comune di Settimo Torinese. Hanno preso parte ai lavori, che si svolti davanti a un numerosopubblico attento e partecipe, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, l’onorevole Giorgio Benvenuto (storico segretario generale della Uil), l’onorevole Bobo Craxi e Roberto Arfinengo, responsabile delle relazioni esterne dell’Api di Torino. Il dibattito è stato moderato dal giornalista Francesco Sermone, direttore responsabile del quotidiano on line “Canavesenews.it”. L’intento del convegno era quello non certo di determinare la prossima strategia economia e di sviluppo del Paese, ma di comprendere piuttosto le ragioni che hanno creato la nascita della crisi globale del lavoro e se vi è la possibilità di poter procedere a riforme sostanziali della politica occuazionale e del welfare (oggi quasi assente).

La ricchezza c’è, ha sottolineato Giorgio Benvenuto, ma non è equamente distribuita. Ed è stato il tema delle diseguaglianze a creare un acceso confronto tra gli ospiti del convegno. L’eliminazione delle diseguaglianze, è stato detto in estrema sintesi, consentirebbe di ridistribuire il reddito anche tra le fasce, sempre più numerose, dei cittadini disagiati. Il convegno è stato preceduto dalla proiezione di un breve e significativo filmato dove si sono ripercorsi in pochissimi minuti le tappe fondamentali che hanno caratterizzato la vita della Repubblica e le figure degli esponenti politici che hanno dato un’impronta, qualche volta contrastante, alla vita politica italiana di sinistra: Luciano Lama, Bettino Craxi, Sandro Pertini, Enrico Berlinguer tanto per citarne alcuni. Le piccole  e medie industrie costituiscono, a detta di Roberto Arfinengo, il 96% del tessuto produttivo nazionale: eppure a dettare l’agenda dei governi è sempre la Confindustria che rappresenta un numero , limitato di grandi aziende, per la maggior parte multinazionali. Agli esponenti politici che hanno preso parte ai lavori l’Api (che rappresenta anche numerose aziende canavesane), ha richiesto una maggiore considerazione nei confronti dei piccoli e medi imprenditori che sono coloro che si espongono in prima persona per creare lavoro e ai quali, spesso, è negato l’accesso al credito. Una politica miope (voluta?) che non consente a migliaia di imprese di poter svolgere la propria attività con la necessaria serenità.

L’eccessiva pressione fiscale, l’alto costo del lavoro, l’obiettivo fallimento del Job Acts e l’inarrestabile avanzata dell’automazione che sottrae al mercato migliaia di posti di lavoro, sono stati gli argomenti sui quali si sono lungamente confrontati Bobo Craxi ed Enrico Rossi sulle lucide considerazioni di unesperto sindacalista di vecchio stampo, qual’è Giorgio Benvenuto. In buona sostanza ad emergere è stata la manifesta incapacità dell’attuale classe dirigente di creare nuove regole riformiste e tracciare la strada da percorrere per fare in modo che l’economia non sia arroccata su se stessa a discapito dello sviluppo. La creazione di nuovi posti di lavoro e di nuovo reddito determina la crescita anche dei consumi che da anni ristagnano pericolosamente. E se crescono i consumi a beneficiarne è l’intero sistema economico italiano. Si è parlato anche di politica: dello “strappo” tutto interno del Partito Democratico guidato da Matteo Renzi, al tentativo di ricreare un’area di sinistra che sia (di nuovo) particolarmente attenta ai problemi legati al welfare e al lavoro.

E’ indubbio che il convegno non aveva l’ambizioso progetto di risolvere problematiche causate da scelte anche sovranazionali, ma almeno ha messo un punto fermo sulle emergenze da affrontare e da risolvere al di là dei proclami di forze politiche che inducono a credere che l’uscita dall’Europa sarebbe la panacea per tutti i mali: piuttosto, come è stato sottolineato a margine dei lavori, bisogna lavorare affinchè l’Eurozona funzioni meglio per assicurare eguali opportunità a tutti di Stati membri.

(Immagini fotografiche a cura di Pietro Chiariglione)

 

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