Processo Olivetti: le parti civili chiedono sei milioni di euro per le presunte morti per amianto

Ivrea

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21/06/2016

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Secondo il legale della Fiom-Cgil i massimi vertici non potevano non essere al corrente del problema, ma non hanno fatto http:\\/\\/canavesenews.ita

Cinque milioni di euro che vanno ad aggiungersi al milione e centomila euro chiesti come risarcimento dal Comune di Ivrea e dalla Città Metropolitana che si sono costituite parte civile nel processo penale per le sospette morti per amianto negli stabilimenti Olivetti di Ivrea. In totale sono oltre sei milioni di euro. Nell’udienza che si è svolta questa mattina in tribunale a Ivrea, i legali che rappresentano le famiglie di cinque dipendenti già deceduti e quelli dei due ancora in vita, hanno chiesto complessivamente cinque milioni di euro di risarcimento.

Laura D’Amico, l’avvocato che rappresenta le famiglie su incarico della Fiom-Cgil ha affermato a margine dell’udienza è che l’organizzazione  aziendale, al di là degli organigrammi formali, era di tipo assolutamente verticistico. Ergo: per l’avvocato le responsabilità riguardo anche alla sicurezza erano in capo ai massimi vertici erano in capo, che dunque vanno ritenuti direttamente responsabili: non a caso, nessuno dei dirigenti di livello inferiore, come ad esempio i direttori di stabilimento, è imputato in questo processo”.

La sentenza del procedimento penale, che riguarda la morte di tredici persone per la presunta e prolungata esposizione all’amianto, nel periodo compreso tra gli anni ’70 e ’90, si attende per il mese di luglio. La procura di Ivrea ha chiesto condanne, tra gli altri imputati, anche per Carlo Debenedetti (che si dichiara estraneo alla vicenda), Franco Debenedetti e l’ex ministro Corrado Passera.

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