Pont Canavese: si apre uno spiraglio per la salvezza della Sandretto. Cauta la Fiom-Cgil

Pont Canavese

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29/07/2016

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L'azienda si è dichiarata disponibile a ritirare la procedura di liquidazione. Ma i troppi cambiamenti di fronte non convincono il sindacato

Disponibile a ritirare la procedura di liquidazione dell’azienda. Una disponibilità che potrebbe rappresentare la salvezza dell’attività produttiva, consentendo ai 127 dipendenti di mantenere in posto di lavoro. La Sandretto fa un passo indietro rispetto a una settimana fa quando aveva dichiarato a chiare lettere che produrre presse nel sito di Pont Canavese era divenuto antieconomico.  I vertici della società hanno ufficialmente annunciato di voler riprendere l’assemblaggio, peraltro già in corso, delle tredici presse in costruzione. E non è tutto: riprenderanno gli investimenti e di chiede la proroga della integrazione straordinaria per i dipendenti che scadrà a metà settembre. Quello che è aperto sembra più che uno spiraglio, soprattutto alla luce della marcia per il lavoro alla quale hanno partecipato l’altra sera oltre cinquecento persone.

Fabrizio Bellino, segretario della Fiom-Cgil del Canavese è ancora cauto nel rilasciare dichiarazioni: lodevole l’intenzione di procedere nel confronto tra le parti in causa ma l’azienda dovrà rispettare gl’impegni richiesti dalla Fiom. In caso contrario non se ne farà nulla. I continui cambiamenti di fronte attuati dall’azienda hanno disorientato istituzioni e sindacalisti. Pare anzi, che i lavoratori che stanno attualmente presidiano di cancelli della fabbrica, abbiano assistito alla vendita avvenuta nei giorni scorsi di alcuni macchinari che sono stati rimossi dai capannoni. In sostanza il sindacato vuol veder chiaro anche su questo aspetto. Ed è questa la ragione per cui la Fiom-Cgil non intende abbassare la guardia. Lunedì, intanto, è previsto un altro incontro presso l’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, tra l’azienda, l’assessore Gianna Pentenero e i vertici della Fiom.

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