Pont Canavese: presidio a oltranza dei lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento Sandretto

Pont Canavese

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20/07/2016

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Nel corso di un vertice in Regione sono emerse diverse contraddizioni. L'azienda presenterà un nuovo piano industriale e la richiesta di rinnovo per la cassa integrazione che scade a settembre

Sono decisi a tutto questa volta i dipendenti dello stabilimento Sandretto di Pont Canavese. E lo dimostra l’istituzione di un presidio ad oltranza davanti ai cancelli dello storico stabilimento. Il timore è che l’azienda, dopo aver annunciato la messa in liquidazione possa portare via dai capannoni macchinari e prodotti lavorati. Il destino della società è segnato. Nel corso di un incontro che ha avuto luogo lunedì convocato da Gianna Pentenero, assessore regionale al Lavoro, al quale hanno preso parte gli esponenti delle Organizzazioni sindacali del comparto metalmeccanico, i verti dell’azienda, quelli di FinPiemonte (la finanziaria regionale), il sindaco di Pont Canavese e i rappresentanti dell’Unione Industriale di Torino, è emerso che la società non è in grado di affrontare le difficoltà legate al mercato legato alla produzione delle presse. Ergo, i costi sarebbero nettamente superiori ai ricavi, con una perdita economica consistente. L’amministratore unico della Sandretto Spa, ha dichiarato che l’azienda intende cessare l’attività di produzione delle presse e concentrarsi su quella delle stampanti a tre dimensioni e dei ricambi.

Il cambio di rotta non ha affatto convinto l’assessore regionale Gianna Pentenero che rilevato come dalla versione fornita dall’azienda emergano non poche contraddizioni. “In più occasioni l’azienda ci ha raccontato, nel corso dei tavoli di monitoraggio, che stava riprendendo la produzione, tanto che si era resa necessaria l’assunzione di 12 nuovi lavoratori e c’erano commesse per una dozzina di macchine – commenta Gianna Pentenero -. Ora, improvvisamente, scopriamo che il piano industriale non è sostenibile e che produrre a Pont anti-economico. Pare quantomeno strano che l’azienda abbia impiegato tre anni, nel corso dei quali ha tra l’altro beneficiato del sostegno pubblico attraverso la cassa integrazione, per rendersi conto che le presse non hanno mercato. Visto che il presidente Ventriglia sostiene la necessità di diversificare il processo produttivo, ora ci aspettiamo che presenti un nuovo piano aziendale, credibile, che consenta il mantenimento dell’attività nel Canavese e la tutela dei posti di lavoro”.

Il prossimo 28 luglio avrà luogo un nuovo incontro: durante questo lasso di tempo l’azienda è stata invitata a redarre un nuovo piano industriale da presentare al ministero del Lavoro. Contestualmente sarà ripresentata la richiesta di rinnovo della cassa integrazione entro il 18 agosto, dato che quella attualmente in vigore scade il prossimo 18 settembre. Se l’esito sarà positivo l’azienda si è dichiarata disposta a revocare la procedura di liquidazione. In ogni caso, tra le maestranze la tensione rimane altissima.

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