Pont Canavese: la questura non gli rinnova il permesso di soggiorno. Albanese vince il ricorso al Tar

Pont Canavese

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10/08/2017

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Secondo i giudici amministrativi la questura di Torino non avrebbe compiuto i controlli accurati che le erano stati richiesti. Il caso è stato riaperto

La sentenza emessa nei giorni scorsi dal Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Piemonte non lascia adito a dubbi: fino a quando le indagini non sono concluse non si può negare il permesso di soggiorno all’immigrato regolare che ne fa richiesta. I giudici amministrativi hanno accolto un ricorso presentato da un giovane di origine albanese di 27 anni, domiciliato a Pont Canavese perchè la questura di Torino gli aveva negato il rinnovo del permesso di soggiorno. Il ragazzo era giunto in Italia nel 2007 quando era ancora minorenne ed era titolare di un permesso di lavoro per lavoro subordinato.

Nel 2008 il ragazzo si è trasferito a Pont Canavese con il padre, presso la famiglia che l’aveva assunto in qualità di collaboratore famigliare. In buona sostanza il Tar del Piemonte ha affermato un principio che può o meno piacere: la questura aveva negato al ricorrente il rinnovo del permesso di soggiorno a causa di precedenti penali: ricettazione, furto aggravato, porto d’armi da taglio, guida in contromano e altri ancora.

Ma non è tutto: stando agli accertamenti eseguiti dalla questura non soltanto il giovane non si sarebbe mai integrato nella comunità ma al domicilio dichiarato sarebbe stato irreperibile e non avrebbe per sovra più svolto nessuna attività lavorativa presso la famiglia che l’aveva assunto. Nel corso dell’udienza che ha avuto luogo nei giorni scorsi il ricorrente ha anche affermato che la questura di Torino non avrebbe mai sentito nessuna delle persone che abitano al domicilio di Ponte Canavese: i testimoni avrebbero confermato che il giovane ha svolto fino al 2015 l’att9ività di collaboratore famigliare: una tesi ribadita dall’estratto conto dell’Inps dove figura il versamento dei contri buti previdenziale dal 2009 al 2015.

Sulla scorta della documentazione presentata e delle testimonianze i giudici nella sentenza hanno preso atto che la questura non avrebbe effettuati il riesame che le era stato ordinato di compiere e che avrebbe dovuto assumere informazioni più accurate. Adesso i funzionari  dovranno riesaminare in modo più approfondita la richiesta di rinnovo (negato) del permesso di soggiorno.

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