Piemonte: scattano le denunce per la “bufala” sulle mascherine tossiche distribuite dalla Regione

05/06/2020

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L’assessore alla Protezione civile, Marco Gabusi, non ha dubbi sulla falsità e sul pericolo del video che circola sul web sulle mascherine della Regione trattate con il metodo Sanitized TH 22-27

“La Regione Piemonte sta procedendo a denunciare per procurato allarme quanti hanno dato visibilità all’ignobile accusa di aver distribuito mascherine tossiche alla popolazione piemontese”: l’assessore alla Protezione civile, Marco Gabusi, non ha dubbi sulla falsità e sul pericolo del video che circola sul web sulle mascherine della Regione trattate con il metodo Sanitized TH 22-27 a base di zinco piritione. Facendo leva sulla natura tossica di questa sostanza, il video insinua un’azione irresponsabile e dannosa della Regione nei confronti dei cittadini.

“I cittadini devono conoscere la verità: le mascherine non sono assolutamente tossiche – puntualizza Gabusi -. Il trattamento Sanitized TH 22-27, che contiene una piccola dose di zinco piritione, è considerato ‘necessario’ per avere un tessuto antibatterico e antivirus. Abbiamo una pila di documenti che dimostrano come il Sanitized TH 22-27 non solo abbia tutte le certificazioni di legge, ma siano addirittura superiori a quelle richieste per le mascherine ad uso sociale. Abbiamo analizzato tutte queste prove e certificazioni, ma non oggi, bensì prima della produzione”.

Nove certificazioni, tra cui quella per il trattamento Sanitized, oltre ad una serie di test di laboratorio in Italia e all’estero e le schede di sicurezza, attestano la sicurezza del prodotto. Gabusi sostiene quindi che “non sono le mascherine ad essere tossiche, ma le persone che diffondono contenuti falsi e generano accuse ingiustificate. È patetico e vergognoso l’attacco che viene fatto alla Protezione civile, alla Regione Piemonte e alle persone che si sono impegnate per la realizzazione e la distribuzione delle mascherine. Purtroppo, molte, troppe, persone sono cadute nella trappola e hanno condiviso il video sui propri canali social, creando un allarmismo falso e ingiustificato. È perciò nostro dovere rendere onore alla verità e ai tanti volontari che hanno donato il loro tempo e il loro lavoro per distribuire le mascherine casa per casa”.

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