Piemonte, il presidente Chiamparino apre all’autonomia ma la Lega Nord chiede il referendum popolare

07/01/2018

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Il Carroccio Canavesano inizia le manove pre-elettorali e torna alla ribalta il referendum popolare sull'autonomia regionale: "Adesso, dopo le parole, attendiamo fatti concreti"

Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino apre alla negoziazione con lo Stato in materia di autonomia? La Lega Nord approva ma rimane di attesa di atti concreti con la speranza che quando finora è stato detto non rimanga confinato nel limbo e che si possa giungere, come chiede il Carroccio, all’isittuione di run referedum come è accaduto di recente in Lombardia e in Veneto.

“Il Pd finora non ha mai preso in considerazione le proposte di legge in tale senso presentate dal nostro gruppo in Consiglio. Notiamo con piacere che il presidente ha cambiato idea e lo prendiamo come un risultato del lavoro del nostro comitato referendario – commenta Riccardo Molinari, segretario nazionale della Lega Nord Piemont – Allo stesso tempo, notiamo che non bastano le due competenze indicate da Chiamparino: Beni culturali e Formazione vanno bene, ma non ci si può certo fermare lì! Il Veneto – prosegue Molinari – ha approvato una proposta di legge che prevede un intervento sulla fiscalità in grado di trattenere i nove decimi del cespito sul territorio. Applicato in Piemonte questo criterio consentirebbe di incamerare circa 9 miliardi di euro, raddoppiando di fatto il bilancio dell’ente: noi puntiamo a questo, oltre a un numero maggiore di settori su cui esercitare l’autonomia”.

A differenza di Sergio Chiamparino, però, il Carroccio non ha intenzione di scendere a patti e domanda, a gran voce, un referendum. “La motivazione è semplice – spiega Cesare Pianasso, segretario provinciale della Lega Nord Canavese – Una richiesta supportata dal voto di milioni di piemontesi non potrebbe essere ignorata dallo stato centrale, soprattutto per quanto riguarda i termini dell’autonomia e delle risorse da trattenere sul territorio”.

Il Comune di Ingria, intanto, ha aderito ufficialmente al comitato per il Piemonte Autonomo: “Noi giovani amministratori, soprattutto quelli che hanno a cuore le tematiche della montagna, conosciamo spesso in anticipo e in prima persona le problematiche dei territori più lontani dai centri di potere – spiega il sindaco, Igor De Santis – Solo grazie ad una maggiore autonomia degli enti locali, a partire dalla Regione, sarà possibile una vera rinascita di zone come la Val Soana, ma come il Canavese in generale, che da anni sono ormai attraversati da una crisi che costringe i giovani a scappare altrove per cercare di costruirsi in futuro. Auspichiamo quindi che l’apertura della Regione non sia solo una semplice boutade pre-elettorale”.

Conclude Alessandro Giglio Vigna, vice-segretario nazionale della Lega piemontese “Le sole parole non bastano, per questo porteremo il tema dell’autonomia nei due Comuni canavesani guidati dal Partito Democratico, Chivasso e Ivrea: chiederemo ufficialmente di aderire al comitato referendario, come già hanno fatto altre grandi e importanti città piemontesi. Faremo “scoprire le carte” agli uomini di Chiamparino. Vedremo se davvero la loro intenzione è seria, se vogliono guardare al futuro, o se rimangono ancorati al centralismo che ha portato il nostro Paese nella situazione che tutti ben conosciamo. Il comitato per il referendum sull’autonomia del Piemonte è aperto a tutti i cittadini, le associazioni e le istituzioni a prescindere dall’appartenenza politica. E con le elezioni quasi alle porte, sono convinto che potremo arrivare non solo ad un Piemonte autonomo, ma anche a cambiare la faccia all’intero Paese che ormai da troppo tempo è bloccato dall’immobilismo della sinistra e dal pressapochismo del M5S”.

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