Ozegna: la maestra rischia il trasferimento e i genitori insorgono: “Resti con i nostri figli!”

23/05/2018

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Un'insegnante rischia il trasferimento a causa della burocrazia scolastica. Mamme e papà insorgono e scrivono una lettera di protesta all'ex Provveditorato agli Studi e alla Direzione didattica

La loro maestra rischia, grazie alla burocrazia pasticciata che gestisce la scuola, di essere trasfrita in un’altra scuola o peggio rischia di perdere il posto: non appena appresa la notizia i genitori degli allievi che frequentano la prima classe della scuola primaria di Ozegna hanno letteralmente preso carta e penna e hanno scritto una lettera indirizzata all’Ufficio Scolastico Regionale. La maestra tanto apprezzata si chiama Simona e in questi mesi di lavoro scolastico i suoi piccoli alunni hanno imparato ad amarla e non vogliono perderla a nessun costo.

Nella lettera i genitori esprimono tutto il rammarico e la preoccupazione in relazione alla possibile compromissione dell’ottimo lavoro che l’insegnante sta svolgendo. In sostanza i genitori chiedono che la maestra rimanga al suo posto non solo nell’interesse dell’insegnante, ma soprattutto in quello dei bambini. In sostanza: se la maestra fa bene il suo lavoro perchè cambiarla all’inizio del secondo anno scolastico? si chiedono perplessi i genitori.

E c’è di più: mamme e papà temono che se il prossimo anno scolastico l’attuale maestra non dovesse svolgere servizio presso il plesso scolastico di Ozegna, l’arrivo di una nuova insegnante potrebbe destabilizzare irrimediabilmente l’ottimo rapporto instaurato tra gli alunni e la loro maestra Simona con conseguenti e possibili ripercussione psicologici.

La lettera è stata inviata per conoscenza anche alla direzione didattica di San Giorgio Canavese, dal quale la scuola primaria di Ozegna dipende per competenza e al sindaco Sergio Bartoli. La speranza è che la missiva possa sortire l’effetto sperato e che i piccoli alunni di Ozegna possano continuare ad avere la loro amata maestra e agevolare nel contempo “la continuità didattica ed educativa degli alunni”.

Si attende adesso, con comprensibile trepidazione, la risposta dell’ex Provveditorato agli Studi.

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